Cronaca

Bottino di 65 mila euro per una rapina a Monteodorisio

Bottino di 65 mila euro per una rapina, stamani, nell'ufficio postale di Monteodorisio. Poco dopo l'orario di apertura un uomo con il volto coperto e armato di pistola e' entrato nell'agenzia di via Monaco ed ha minacciato il direttore e un impiegato facendosi consegnare tutto il denaro contenuto nella cassa e nella cassaforte. Una somma ingente considerato che sono giorni dedicati al pagamento delle pensioni. Il rapinatore si e' poi allontanato a piedi; non si esclude che ad attenderlo ci fosse un complice in auto in una strada laterale.

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Inchieste sulla Regione Abruzzo, si dimette il Rup della gara di bonifica della discarica di Bussi

Il funzionario della Regione Abruzzo Silverio Salvi, tra gli indagati nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di L'Aquila su una serie di appalti gestiti dalla Regione, nei giorni scorsi si e' dimesso dall'incarico di responsabile unico del procedimento (Rup) della gara di appalto per la bonifica e la reindustrializzazione di parte della cosiddetta discarica dei veleni di Bussi sul Tirino della Montedison, una commessa da circa 50 milioni di euro.

Le dimissioni, "per motivi personali", sono arrivate dopo l'iscrizione nel registro degli indagati, in qualita' di componente della commissione di gara per l'affidamento dei lavori di ristrutturazione post-terremoto di palazzo Centi, sede storica della Giunta regionale nel centro storico dell'Aquila. In questo filone sono indagati funzionari regionali e tecnici esterni, oltre ad imprenditori. Si tratta del terzo Rup della gara di appalto: proprio per l'assenza di un Rup operativo l'appalto, bandito alla fine del 2015 dall'allora commissario governativo, Adriano Goio, scomparso nel marzo dello scorso anno, e' ferma al palo in attesa dell'apertura delle offerte economiche, fase per la quale e' necessaria la presenza di un Rup.

E questa gara, che alcuni vorrebbero revocare, e' l' unica iniziativa in atto per sanare lo spazio inquinato, scoperto nel 2006. Come detto, sono tre i Rup che sono saltati: prima di lui, infatti, si era dimesso il funzionario della Provincia dell'Aquila Massimo Di Battista e, prima ancora, era saltato l'affidamento dell'incarico all'ingegnere aquilano Mario Dari Salisburgo, braccio destro del commissario Adriano Goio, scomparso nel marzo 2016 ma che avrebbe cessato dalle funzioni il 30 giugno. Salvi era stato nominato prima di Natale dalla dirigente del Ministero dell'Ambiente Laura D'Aprile, dall'agosto scorso incaricata dal governo di gestire la delicata vicenda pur senza poteri commissariali.

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Operazione antidroga nella Marsica, arrestato anche un agente di Polizia

Avrebbe chiesto soldi agli spacciatori in cambio di protezione: cosi', un poliziotto di Luco dei Marsi in servizio alla Questura di Roma, e' stato arrestato dai suoi colleghi di Avezzano con l'accusa di induzione indebita nell'ambito di un'inchiesta coordinata dal procuratore della Repubblica, Maurizio Maria Cerrato. L'arresto e' avvenuto durante un'operazione antidroga, denominata All-in.  Le indagini sono scaturite dall'incendio di quattro auto avvenuto l'anno scorso ad Avezzano, mezzi di proprieta' di un uomo del posto risultato estraneo al traffico di droga.

Oltre all'agente sono state arrestate altre tre persone, tra cui un dipendente del Consorzio acquedottistico marsicano, tutti per reati legati alla detenzione e allo spaccio di droga. Due delle quattro persone, entrambe di Avezzano, hanno ottenuto gli arresti domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari ha emesso anche 3 obblighi di firma per persone residenti ad Avezzano ed un divieto di dimora, in citta', per un teramano.

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Discarica di Bussi, parte l’indagine epidemiologica su migliaia di famiglie

 "Una finestra temporale, presumibile, dal 1995 al 2014; incrocio dei dati dell'elenco delle utenze che hanno usato l'acqua proveniente dai pozzi dell'area di Bussi con degli indicatori di salute su ricoveri ospedalieri e cause mortalita' registrati in regione, per avere una misura della possibile maggiore diffusione di malattie legate al consumo dell'acqua e capire se esiste un nesso tra le due circostanze". E' l'approccio indicato dal direttore di Epidemiologia ambientale dell'Istituto superiore della Sanita', Pietro Comba, per l'indagine epidemiologica voluta dalla Direzione generale della Regione Abruzzo in seguito all' inquinamento del sito di Bussi per la cosiddetta mega-discarica dei veleni della Montedison scoperta nel 2007. A Pescara, il direttore generale della Regione, Cristina Gerardis, ha riunito quelli che saranno gli attori principali chiamati a lavorare all'indagine: Iss, Agenzia regionale della Sanita', Asl, Zooprofilattico e Arta.

Verranno creati due tavoli operativi che alla fine incroceranno i dati raccolti. "Sappiamo benissimo di intraprendere un cammino che non sara' agevole - ha detto il direttore generale della Regione Abruzzo Cristina Gerardis, avvocato dello stato nel processo sull'inquinamento del sito di Bussi sul Tirino -, ma mi sembra che sia forte anche la volonta' politica di capire quanto ha inciso sulle nostre vite la vicenda dell'inquinamento dell'area industriale di Bussi. Mi sembra che questa sia l'unica strada percorribile in grado di dare risposte ai cittadini sullo stato della salute pubblica". "La presenza dell'Istituto superiore della Sanita' nella figura del direttore del reparto di Epidemiologia ambientale Pietro Comba - ha aggiunto il direttore generale - e' la conferma che vogliamo portare avanti un discorso serio dal punto di vista scientifico per dare risposte certe e autorevoli ai cittadini abruzzesi, chiaramente frastornati per non dire impauriti dopo i fatti emersi nella vicenda della discarica di Bussi". Il prossimo incontro e' stato fissato in aprile. La mega discarica fu scoperta nel 2007: circa 185 mila metri cubi di sostanze tossiche e pericolose in un'area di 4 ettari nei pressi del polo chimico di Bussi.

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Scoperta evasione Iva di 2 milioni di euro nel commercio parquet a Chieti

L'Ufficio delle Dogane di Pescara ha scoperto un'evasione Iva per circa due milioni di euro. Gli autori dell'illecito, segnalati alla Procura della Repubblica diChieti, effettuavano acquisti intracomunitari di parquet con provenienza dalla Polonia, senza la regolare tenuta dei registri contabili, omettendo sistematicamente il versamento dell'imposta, la presentazione delle dichiarazioni fiscali e degli elenchi riepilogativi degli acquisti intracomunitari effettuati. Il valore delle merci oggetto del controllo per gli anni 2014, 2015 e 2016 è di circa 9,1 milioni di euro.

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Clandestino con documenti falsi, arrestato a Montesilvano

Era destinatario di un decreto di espulsione risalente al 2011, ed e' stato sorpreso sul territorio italiano, dove e' riuscito a rientrare grazie a documenti d'identita' falsi, ma e' stato scoperto dai carabinieri ed arrestato. In manette, a Montesilvano, e' finito un clandestino albanese di 33 anni, Hakik Guri. Il ragazzo era insieme ad altri tre giovani, a bordo di un'automobile fermata dai militari per un controllo in via Aldo Moro. All'interno del veicolo i carabinieri hanno trovato cinque grammi di marijuana suddivisa in otto dosi. I quattro sono stati accompagnati in caserma per i successivi accertamenti. Dai riscontri con le banche dati ministeriali, i militari della Compagnia di Montesilvano, agli ordini del capitano Vincenzo Falce, hanno cosi' accertato che il 33enne era un clandestino, responsabile di reati contro il patrimonio, la persona, l'amministrazione della giustizia e in materia di stupefacenti. Nei suoi confronti, l'11 dicembre 2011, il Prefetto di Macerata aveva messo un ordine di espulsione e lui era stato accompagnato alla frontiera marittima di Ancona. Ma e' riuscito a rientrare in Italia grazie ai documenti falsi, eludendo ogni controllo di polizia perche' la nuova identita' era 'pulita'. E' stato arrestato per reingresso clandestino sul territorio dello Stato italiano e per possesso di documenti di identificazione falsi. La droga rinvenuta e' stata sottoposta a sequestro. 

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Ammanchi alla Bnl di Teramo, contestato il furto a un dipendente

Ammanchi alla Bnl di piazza Orsini a Teramo sono contestati dalla Procura a una donna, all'epoca dipendente della banca. Il reato sarebbe di furto aggravato; nei mesi scorsi era stata invece indagata per appropriazione indebita. Sei i capi di imputazione, tutti per lo stesso reato, contestati alla donna sulla base di altrettante denunce, con la Procura che nel corso di questi mesi ha conteggiato in circa 600 mila euro i soldi di cui la dipendente della Bnl si sarebbe indebitamente appropriata dai conti di alcuni clienti. L'inchiesta, a firma del pm Stefano Giovagnoni, era scattata proprio dopo le denunce di alcuni correntisti, alle quali si era poi aggiunta quella contro ignoti presentati dalla stessa banca, con le indagini che avrebbero permesso di ricostruire come nel corso del tempo la donna avrebbe effettuato dei prelievi consistenti sia attraverso bancomat e carte fatti ad hoc e mai chiesti e consegnati ai clienti sia attraverso prelievi allo sportello. 

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Mercato di farmaci illegali nei sexy shop di tutta Italia scoperto dalla Finanza

Un traffico clandestino di medicinali, in 28 sexy shop di diverse regioni italiane, è stato bloccato oggi dalla guardia di finanza di Ravenna, che ha arrestato 11 persone e fermato un altro indiziato. Le indagini hanno portato alla scoperta di migliaia di confezioni di sostanze medicinali contraffatte: pillole e capsule contenenti miscele dei principi attivi di farmaci come Viagra e Cialis, ma anche spray contenenti il principio attivo della lidocaina, normalmente utilizzata negli anestetici.

I prodotti, provenienti per lo più dall'India e dalla Cina, avevano nomi come 'Kamagra', 'Cobra', 'Super Dragon', 'P-Force', 'Cenforce', 'Stud 100', 'Silde', 'Extra Strong', e sono stati trovati in 28 sexy shop in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia. Le fiamme gialle nel corso dei sequestri hanno trovato oltre 10mila confezioni di medicinali non autorizzati, 40mila euro in contante, proiettili e marjiuana.

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Trovato con la pistola col colpo in canna a Pescara, arrestato da carabinieri

Fermato ieri sera dai carabinieri della Compagnia di Pescara in via Colle di Mezzo con addosso una pistola Beretta calibro 22 con matricola abrasa con un colpo in canna e cinque inseriti nel serbatoio del revolver, un coltello a serramanico e una dose di crack, oltre a 800 euro in contanti. Per F.M. e' cosi' scattato l'arresto per il reato di detenzione e porto di arma clandestina. Ha destato sorpresa anche il sequestro del crack, droga poco diffusa in Abruzzo.

I militari hanno poi rinvenuto e sottoposto a sequestro, in casa del 31enne un vero e proprio arsenale, ovvero 6 tra fucili e pistole (che erano legalmente detenuti per uso caccia), mentre altre 4 armi, dai primi accertamenti, non sono risultate in regola con la normativa vigente. Al giovane e' stata inoltre contestata la ricettazione dell'arma che aveva addosso, e che verra' inviata al Ris di Roma per gli accertamenti volti al ripristino della matricola e alle analisi balistiche, al fine di accertare se sia gia' stata utilizzata in passato. L'operazione di ieri segue di pochi giorni quella del 21 febbraio scorso quando i militari ritrovarono un'altra pistola, assieme ad un ingente quantitativo di cocaina. Recuperate inoltre, sempre dai carabinieri della Compagnia di Pescara, nel novembre scorso, altre armi, grazie a perquisizioni condotte al ferro di cavallo nel quartiere Rancitelli. A carico di F.M., al termine dell'udienza di convalida, questa mattina e' stata disposta la detenzione in carcere.

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Coldiretti, in Abruzzo 52 milioni di danni indiretti

Ammontano a 52 milioni di euro i danni indiretti subiti dalle aziende agricole e dalle stalle per l'effetto congiunto delle scosse, della neve e del gelo in Abruzzo. E' quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che i settori piu' colpiti sono sicuramente quello dell'allevamento di mucche da latte e della pastorizia, ma anche l'allevamento di maiali destinati ai salumi tipici ha subito perdite pesantissime e un vero tsunami si e' abbattuto sul settore olivicolo con quasi un milione di piante destinate ai pregiati oli extravergini regionali colpite. L'attivita' di allevamento - sottolinea la Coldiretti - ora rischia concretamente di scomparire insieme alle specialita' locali e con loro la storia e il futuro di una regione che ha nell'agroalimentare una forza trainante dell'economia. In pericolo ci sono specialita' conservate da secoli, dal pecorino di Farindola al caciocavallo abruzzese, dalla mortadella di Campotosto al caciofiore aquilano, dalla scamorza abruzzese alla ventricina teramana fino ad arrivare al salame aquila che nell'insieme rappresentano un patrimonio culturale del paese, oltre che una opportunita' produttiva e occupazionale insostituibile. Un volano per l'economia del territorio anche dal punto di vista turistico se si considera che, nelle zone particolarmente interessate dagli eventi, ci sono circa 160 agriturismi, molti dei quali gia' fortemente colpiti dal sisma del 2009. Ma in difficolta' e' l'intero settore turistico che rappresenta uno sbocco di mercato determinate per le specialita' alimentare locali che arricchiscono e valorizzano l'offerta vacanziera dell'Abruzzo. In questa situazione - sottolinea la Coldiretti - e' determinante intervenire sulla semplificazione e sulla velocizzazione delle procedure per la ricostruzione che deve andare di pari passo con la ripresa dell'economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo. Per affrontare questa drammatica emergenza che per l'accavallarsi delle tragedie rischia di passare in secondo piano la Coldiretti sotto il coordinamento di una apposita task force ha avviato numerose iniziative.

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