È diventata definitiva la condanna a cinque anni di reclusione per un 62enne originario di Pescocostanzo, riconosciuto responsabile di atti sessuali nei confronti di una minorenne. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell’imputato, confermando la pena inflitta dalla Corte d’Appello di Perugia. I carabinieri hanno quindi eseguito l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Sulmona e l’uomo è stato trasferito in carcere.
I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2011 e il 2013. Secondo quanto ricostruito nel procedimento, il 62enne avrebbe approfittato del rapporto di amicizia con la famiglia della minore, essendo all’epoca il compagno della migliore amica della madre. La ragazza, oggi maggiorenne, ha riferito di comportamenti e attenzioni a sfondo sessuale che sarebbero iniziati quando aveva nove anni.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe anche effettuato ricariche telefoniche per ottenere il silenzio della minore e fatto riferimento alle possibili conseguenze che la rivelazione dei fatti avrebbe avuto sui rapporti familiari. Dopo circa due anni la ragazza decise di raccontare quanto accaduto, prima ai genitori e a persone vicine alla famiglia e successivamente attraverso la denuncia.
Il Tribunale di Sulmona aveva riconosciuto l’imputato responsabile, condannandolo a cinque anni di reclusione, oltre alle pene accessorie e al risarcimento della parte civile da determinare in separata sede. La sentenza era stata confermata dalla Corte d’Appello di Perugia e, con la decisione della Cassazione, la pena è ora definitiva.
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