Un ordigno esplosivo artigianale di grandi dimensioni è stato sequestrato dai carabinieri durante una perquisizione nell’abitazione di un uomo residente nella zona nord di Avezzano. Il dispositivo, un cosiddetto “cipollotto” contenente un elevato quantitativo di materiale esplosivo, è stato successivamente fatto brillare in sicurezza dagli artificieri nella Cava Frani, nel territorio comunale di Massa d’Albe. L’uomo è stato denunciato per detenzione illegale di materiale esplodente. Restano da chiarire la provenienza dell’ordigno e le ragioni per cui si trovasse nella sua disponibilità. La denuncia riguarda la detenzione illegale di materiale esplodente, ai sensi dell’articolo 2 della legge 895 del 1967, che prevede pene detentive da uno a otto anni. Gli investigatori stanno approfondendo la provenienza dell’ordigno e la sua eventuale destinazione. Al momento non sono emersi elementi che consentano di attribuire all’uomo la fabbricazione del dispositivo o di stabilirne le finalità d’uso.
Il ritrovamento è avvenuto durante un controllo effettuato dai militari della Compagnia di Avezzano nell’ambito di precedenti vicende giudiziarie. L’ordigno era custodito nella camera da letto dell’abitazione. I carabinieri hanno informato il procuratore capo Maurizio Maria Cerrato, che ha disposto il sequestro e gli accertamenti necessari alla messa in sicurezza. Considerata la natura artigianale del dispositivo e la possibile presenza di sostanze esplosive in quantità non controllate, sono intervenuti gli specialisti del nucleo antisabotaggio dell’Arma.
Le operazioni si sono svolte nella caserma Fontana di Avezzano, dove gli artificieri hanno lavorato per quasi due ore, con il supporto di due squadre dei vigili del fuoco e del personale sanitario del 118. L’ordigno è stato esaminato anche attraverso apparecchiature radiogene portatili, per verificarne la struttura interna senza procedere all’apertura. Dopo gli accertamenti, il dispositivo è stato collocato in un contenitore di sicurezza e trasferito, intorno alle 18, nella Cava Frani di Massa d’Albe, dove è stato distrutto mediante brillamento controllato.
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