Chieti, sanità sotto choc per l’inchiesta sulle forniture di protesi cardiache

Sono in totale sette le persone indagate, per quattro delle quali e’ stata disposta la custodia cautelare ai domiciliari, nell’inchiesta condotta per oltre un anno dalla Guardia di Finanza di Chieti, comandata dal colonnello Serafino Fiore, e coordinata dal sostituto procuratore della repubblica Giancarlo Ciani. Inchiesta che ha svelato ieri (27 ottobre) quello che gli inquirenti definiscono un fenomeno di corruzione sistemica nell’acquisto di protesi cardiache, valvole cardiache pagate il doppio del prezzo di mercato, ma anche altro materiale, fra cui una pinza suturatrice, colla emostatica riassorbibile, cannule biomedicus, utilizzati nell’unita’ operativa complessa di Cardiochirurgia dell’ospedale di Chieti. Acquisti che sarebbero avvenuti per almeno otto anni, dal 2011, con procedura negoziata, fuori da bando di gara, attraverso dichiarazioni di’ infungibilita’ del prodotto rese dal primario, oltre che per motivi di necessita’ e urgenza. Ai domiciliari su disposizione del gip del Tribunale di Chieti Luca De Ninis, sono finiti, oltre al primario della Cardiochirurgia, gia’ sospeso per un anno dalla cattedra nell’ambito di un’altra indagine, il rappresentante legale della ditta fornitrice e distributrice di valvole cardiache e socio di un’altra società operante nella distribuzione di altri apparati medicali; il rappresentante legale di una dittadistributrice all’ingrosso di dispositivi medicali e un dipendente della società. Per i quattro il Pm aveva chiesto il carcere. Il Gip ha, inoltre, disposto nei confronti di un medico chirurgo vicentino, il divieto temporaneo di esercitare la professione di medico chirurgo per 12 mesi e per un dirigente medico a tempo determinato della Cardiochirurgia di Chieti la sospensione dall’ufficio pubblico di medico ospedaliero per 12 mesi. Indagata anche l’attuale direttore amministrativo dell’Asl teatina, all’epoca dei fatti direttore generale facente funzioni dell’Asl Lanciano Vasto Chieti, accusata di abuso d’ufficio in relazione all’acquisto di un’apparecchiatura in assenza, tra l’altro, di preventivo, attestazione in ordine in ordine all’unicita’ del prodotto e di una delibera a contrarre della pubblica amministrazione. Per gli altri indagati le accuse vanno, a seconda delle posizioni, dalla corruzione al falso alla turbativa del procedimento amministrativo volto all’individuazione del contraente. Quanto alle utilita’ ricevute dal primario avrebbe ottenuto dagli imprenditori l’arredo del proprio studio al policlinico di Chieti per un valore di oltre 27mila euro, un soggiorno a Cuba di 13 giorni, il pagamento di alcune cene in ristoranti, l’utilizzo gratuito di un posto barca al porto di Pescara, un soggiorno a Lisbona di 4 giorni.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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