Costretta ad abortire per le violenze subite dall’ex compagno

Per quasi un anno una donna residente nel Pescarese che, a causa delle ripetute violenze dell’ex compagno, ha dovuto anche abortire. Dopo mesi infernali, la donna pero’ si e’ fatta forza e ha denunciato l’uomo alla polizia. La Squadra mobile di Pescara ha notificato all’uomo il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. La misura e’ stata disposta a seguito della ricostruzione della complessa relazione sentimentale, nel corso della quale la donna, dalla fine del 2019 a ottobre 2020, e’ stata sottoposta a maltrattamenti e ad una serie di atti persecutori consistenti in condotte particolarmente violente tali da provocare in numerose occasioni lesioni fisiche. L’uomo sarebbe andato a casa della donna e l’avrebbe percossa alla presenza del padre, che si era trasferito per alcuni giorni proprio a tutela della figlia. Nella scorsa primavera la vittima era stata ricoverata in ospedale con la prognosi di trenta giorni per trauma cranio facciale e frattura delle ossa nasali. Inizialmente la donna aveva riferito che le lesioni erano state provocate da una caduta accidentale. Durante il ricovero, pero’, a seguito delle ulteriori e continue minacce telefoniche e dopo aver subito intrusioni nella propria abitazione da parte dell’ex compagno, contatto’ la polizia riferendo che le lesioni erano state provocate da un pugno sferrato dall’uomo. La donna ha anche raccontato che, a seguito di una precedente violenza subita dall’ex, era stata costretta ad abortire alla quinta settimana di gestazione. Inoltre, ha riferito che piu’ recentemente aveva dovuto nuovamente fare ricorso a cure mediche, dopo che era stata picchiata dall’ex compagno, riportando 30 giorni di prognosi e in un altro episodio 7 giorni.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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