Crollo del muro a Civitella Roveto, respinta la richiesta di risarcimento dopo dieci anni

Il Tribunale di Avezzano ha rigettato le richieste di risarcimento avanzate dai familiari di Adonia Sabatini, 51 anni, deceduta il 14 ottobre 2015 a seguito del crollo di un muro dopo una violenta tempesta d’acqua a Civitella Roveto. Nello stesso episodio rimase ferito, in modo non grave, un giovane di 25 anni. Le domande risarcitorie riguardavano la morte della donna, le lesioni riportate dal ragazzo e i danni materiali conseguenti al crollo.
Con sentenza emessa a distanza di dieci anni, il giudice Paolo Lepidi ha assolto il Comune di Civitella Roveto, l’Amministrazione provinciale dell’Aquila, la società Edison e i tecnici coinvolti, ritenendo infondate le responsabilità contestate. I familiari, assistiti dall’avvocato Alessandro Corpolongo, avevano sostenuto che il muro fosse crollato per la saturazione del terreno e per l’inadeguatezza dei sistemi di regimentazione delle acque meteoriche, che si erano incanalate lungo via Trafanella investendo la struttura a ridosso delle proprietà. La notizia è rilanciata dai quotidiani locali.
Nel corso del procedimento è stata disposta una consulenza tecnica d’ufficio per la ricostruzione dei luoghi e l’analisi del manufatto. Il perito ha rilevato che il muro era stato realizzato in violazione della normativa vigente all’epoca della costruzione, non con blocchi di calcestruzzo e malta cementizia, ma con calcestruzzo armato e senza adeguati sistemi di drenaggio. Secondo il consulente, una struttura costruita a regola d’arte avrebbe resistito alle sollecitazioni. Sulla base di tali conclusioni, il giudice ha respinto tutte le domande di risarcimento.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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