“Il carcere di Pescara va delocalizzato”. Lo hanno dichiarato i segretari nazionali del Coordinamento nazionale polizia penitenziaria (Cnpp-Spp) Giuseppe Merola e Mauro Nardella. “L’invito è rivolto al ministero della Giustizia e all’Agenzia del demanio, la cui prima richiesta fu avanzata dal sindaco di Pescara Carlo Masci nel 2021 – aggiungono -.La situazione che si vive nella casa circondariale, dopo i disordini del 17 febbraio, continua a essere a dir poco indecorosa e pesantemente falcidiata da carenza di organico e sovraffollamento. Se a ciò aggiungiamo le insidiose caratteristiche sull’aspetto strutturale allora sì che potremmo dire che si è toccato il fondo dal punto di vista sociologico, oltre che in materia di diritto. Un carcere da tempo alle prese con una serie di problemi irrisolti, che meritano la massima attenzione istituzionale. Il sindaco di Pescara è stato spinto a sollecitare al Governo un intervento ormai improcrastinabile di delocalizzazione del carcere San Donato. Il commissario per l’edilizia penitenziaria prenda quindi spunto subito da ciò che il sindaco di Pescara ha detto, anche perché, vista la condizione disastrosa nella quale si ritrova a essere il carcere San Donato, non c’è più tempo da perdere”.
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