Si è conclusa dopo un mese e quattro giorni l’attività dei vigili del fuoco sul Morrone, interessato questa estate da un vasto incendio che ha distrutto 1.152 ettari di territorio, in gran parte boschivo. Alle 20 è stata ritirata dal campo base di Roccacasale l’unità di controllo avanzata. Nell’area resta ora un gruppo della Protezione civile impegnato nelle attività di sorveglianza e bonifica per evitare nuove ripartenze delle fiamme.
Nel corso delle operazioni sono stati effettuati 7.452 sganci da elicotteri e Canadair, mentre 3.400 uomini si sono alternati nelle attività da terra. Il bilancio si avvicina a quello dell’incendio del 2017, quando sul Morrone andarono in fumo circa 1.500 ettari. Un altro incendio di rilievo aveva interessato la stessa zona nel 2023.
Sulle tre ripartenze delle fiamme registrate durante le cinque settimane di emergenza la Procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un’inchiesta per verificare l’eventuale presenza di errori o negligenze nelle operazioni di spegnimento. Sullo sviluppo dell’incendio hanno inciso anche il vento e le temperature elevate.
Terminata l’emergenza legata al fuoco, resta ora il timore per le conseguenze delle piogge. Il territorio colpito, indebolito dall’incendio, potrebbe essere maggiormente esposto al ruscellamento dell’acqua a causa della presenza della cenere e della perdita della vegetazione e delle radici che contribuivano alla tenuta del suolo.
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