Il Tribunale di Chieti ha condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione un uomo accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali nei confronti della donna con la quale aveva avuto una relazione sentimentale durata circa tre anni e un periodo di convivenza. Il collegio, presieduto da Guido Campli con i giudici Marzia Savini e Francesco Grassi, ha riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante contestata per alcune condotte avvenute alla presenza della figlia minorenne della donna. L’imputato è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali.
Il pubblico ministero Marika Ponziani aveva chiesto una condanna a quattro anni di reclusione. La difesa, rappresentata dall’avvocato Claudia Viani, aveva invece chiesto in via principale l’assoluzione, sostenendo tra l’altro che sarebbe stata la donna a vessare l’imputato. È previsto il ricorso in Appello.
Tra gli episodi contestati, in un’occasione l’uomo avrebbe aggredito la compagna facendola cadere e calpestandole una mano, provocandole una lesione. Sei mesi dopo l’avrebbe colpita con un pugno al naso, causandole la frattura dell’osso nasale. Nel corso del processo, al quale l’imputato è arrivato sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa, sono emersi frequenti litigi legati anche alla gelosia reciproca. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe inoltre insultato e denigrato la donna e danneggiato arredi domestici durante alcuni accessi d’ira.
Con la sentenza il Tribunale ha disposto anche la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Chieti in relazione alla testimonianza resa dalla donna nell’udienza del 4 agosto e a una certificazione medica del 21 luglio 2026.
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