Sette persone risultano indagate nell’ambito dell’operazione “Eldorado” condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Pescara, su coordinamento della Procura della Repubblica. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara ha disposto gli arresti domiciliari per due professionisti e una misura interdittiva nei confronti di una terza persona ritenuta prestanome.
L’indagine ha preso avvio dall’analisi di alcune società operanti nel settore della ristorazione nel territorio pescarese. Gli accertamenti avrebbero ricostruito flussi finanziari provenienti da imprese in dissesto o fallite, anche fuori regione, con somme distratte e successivamente reimpiegate attraverso consulenze ritenute fittizie a favore di una società riconducibile ai due professionisti.
Nel corso delle investigazioni è emersa anche la posizione di un uomo con un tenore di vita ritenuto non compatibile con i redditi dichiarati, che avrebbe intestato beni a familiari conviventi. Tra giugno e gennaio sono stati eseguiti sequestri preventivi per circa 500mila euro tra disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili, inclusa un’auto di lusso. Agli indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni e omessa dichiarazione dei redditi.
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