A Pescara una delle manifestazioni di protesta indette, per sabato scorso, in Italia nell’ambito del World Wide Price for Freedom è stata bloccata dalla Polizia. Gli aderenti dell’associazione ritengono che lo stato di emergenza proclamato dal Governo, a causa della pandemia da coronavirus, abbia portato all’adozione di disposizioni lesive dei diritti dei cittadini, con restrizioni delle libertà personali inaccettabili e che non troverebbero giustificazione neppure nel principio di tutela della salute pubblica. A Pescara l’iniziativa è stata bloccata dalla polizia. Attraverso i social network, per mezzogiorno, senza preavvisare, come è d’obbligo, l’autorità di Pubblica sicurezza, era stato organizzato un raduno in Largo Mediterraneo – Nave di Cascella, con oltre 100 adesioni. Il servizio di prevenzione del Covid-19 predisposto dal questore Luigi Liguori e svolto dalla Digos, ha consentito di individuare e identificare, sul posto, il promotore locale della manifestazione e i primi partecipanti, alcuni dei quali sanzionati perché sprovvisti di mascherina e fortemente resistenti ad indossarla. Questa attività ha dissuaso tutti gli altri, determinando nelle persone presenti e in quelle che stavano per raggiungere la piazza, la scelta di non porre in essere la contestazione.
Tags abruzzo coronavirus covid19 emergenza covid World Wide Price for Freedom
Controllate anche
Sulmona, chiuse le indagini su un 29enne accusato di maltrattamenti e costrizione al matrimonio
La Procura della Repubblica di Sulmona ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di un …
Notizie d'Abruzzo le notizie della tua regione
