In Abruzzo viene disperso il 62,5% dell’acqua immessa nelle reti idriche, la seconda percentuale più alta in Italia dopo la Basilicata. Il dato emerge dal dossier “C’era una volta l’acqua – La crisi climatica ci ruba l’acqua e il futuro”, realizzato da Alleanza Verdi e Sinistra sulla base di rilevazioni provenienti, tra gli altri, da Istat, Ispra, autorità di bacino e Anbi.
Tra i capoluoghi di provincia abruzzesi, Chieti registra una dispersione del 70,4%, mentre all’Aquila le perdite raggiungono il 68,9%. I due centri figurano tra quelli con i valori più elevati a livello nazionale.
Secondo il dossier, sulle perdite incidono soprattutto le rotture delle tubazioni e l’età degli impianti, oltre agli errori nella misurazione dei contatori e agli allacci abusivi.
Il documento evidenzia come la dispersione delle reti si inserisca in un quadro più ampio di siccità, carenza idrica e degrado del territorio, con conseguenze sulla disponibilità della risorsa e sulla gestione dei sistemi acquedottistici.
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