L’Abruzzo registra un miglioramento dei tempi di prenotazione delle prestazioni sanitarie nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota di prenotazioni effettuate entro i tempi previsti aumenta di 9,2 punti percentuali per le prime visite e di 5,1 punti per gli esami diagnostici. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Gimbe sui dati Agenas relativi alle liste d’attesa, che prende in esame anche l’attribuzione delle classi di priorità e la rinuncia alle prestazioni sanitarie.
In Abruzzo, nel 2026, l’85,4% delle prime visite viene classificato con priorità P, che prevede un tempo massimo di 120 giorni, contro una media nazionale del 34,9%. Il dato evidenzia un ricorso alla classe di priorità programmata superiore alla media italiana. Sul fronte della rinuncia alle cure, nel 2025 l’8,5% della popolazione abruzzese dichiara di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria pur avendone bisogno, una percentuale inferiore alla media nazionale del 9,6%.
L’analisi della Fondazione Gimbe distingue tuttavia il rispetto dei tempi di prenotazione dall’effettiva erogazione delle prestazioni. I dati disponibili non consentono infatti di verificare quante visite ed esami siano stati realmente effettuati entro le scadenze previste, né di ricostruire l’intervallo complessivo tra la prescrizione medica e l’erogazione del servizio. Il miglioramento registrato in Abruzzo riguarda quindi le prenotazioni monitorate e non permette, da solo, di misurare la riduzione effettiva dell’attesa per i pazienti.
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