Il Consiglio di Stato ha rigettato tutti i ricorsi presentati per mantenere la gestione autonoma del Servizio idrico integrato, mettendo fine a un lungo contenzioso già esaminato dal Tar. La decisione riguarda undici Comuni abruzzesi: Civitella Alfedena, Anversa degli Abruzzi, Barete, Bussi sul Tirino, Canistro, Castel del Monte, Capitignano, Calascio, Civitella Roveto, San Valentino in Abruzzo Citeriore e Rocca Pia, territori noti per la qualità dell’acqua distribuita.
I giudici hanno confermato la posizione di Ersi Abruzzo, che aveva ritenuto illegittime le gestioni in house, stabilendo che i Comuni non hanno dimostrato il possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge per derogare alla gestione unitaria d’ambito prevista dal Codice dell’ambiente. Per Canistro, in particolare, la sentenza evidenzia criticità nella gestione comunale, tra cui inefficienze operative e l’applicazione di tariffe forfettarie non proporzionate ai consumi. Secondo il Consiglio di Stato, le difficoltà riscontrate nella gestione unitaria non giustificano il mantenimento di un modello autonomo non conforme alla normativa. La notizia è rilanciata dai quotidiani locali.
I sindaci interessati hanno preso atto della decisione annunciando ulteriori valutazioni sul piano giuridico e amministrativo. Le amministrazioni di Canistro e Civitella Roveto hanno ribadito la volontà di tutelare l’interesse pubblico e di mantenere un confronto istituzionale congiunto, assicurando informazione costante ai cittadini sugli sviluppi della vicenda, nel rispetto delle pronunce degli organi giurisdizionali.
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