Si facevano spedire pc e telefoni falsificando indirizzi e documenti, sventata truffa a Pescara

Una truffa diabolica è stata scoperta dalla Squadra Mobile di Pescara che ha individuato e denunciato cinque persone che tenevano d’occhio le piattaforme online, si facevano spedire pc e smartphone costosi ad acquirenti fittizi e sempre diversi, ma legati tra loro come in una matrioska.

L’altra trappola escogitata dai truffatori era la creazione di documenti di trasporto fasulli inviati al venditore, con tanto di logo di corrieri nazionali (totalmente estranei alla vicenda), nei quali veniva indicato il pagamento alla consegna in contrassegno: saldo che, naturalmente, non è mai avvenuto.

Il piano è stato messo in atto, utilizzando uno stabile dalle parti della pineta dannunziana: sui citofoni venivano attaccate, di volta in volta, etichette posticce in cui si riportavano i dati falsi dei destinatari, sempre diversi, che si facevano trovare al momento della consegna del corriere. Sui moduli avevano inserito anche un numero di telefono a cui rispondeva uno degli organizzatori della truffa che forniva tutti i dettagli, confermando la validità dell’accordo e tranquillizzando la vittima.

All’arrivo dell’ultimo pacco, oltre al corriere e al falso acquirente, si sono presentati anche gli agenti della Squadra Mobile. Così gli investigatori della Squadra Mobile sono riusciti ad ‘aprire’ la matrioska denunciando cinque persone per truffa.

Nell’ultimo pacco c’era un Mac Book del valore di un migliaio di euro spedito da un venditore romagnolo che aveva inserito l’annuncio di vendita sul web. Le indagini, dirette dal sostituto procuratore della Repubblica Marina Tommolini, potrebbero riservare ulteriori sorprese visto che la Squadra Mobile ha ricollegato altre due truffe avvenute di recente con la stessa tecnica sempre a Pescara ad un quarantatreenne, perquisito durante l’operazione, che aveva addosso altri falsi moduli di spedizione di telefoni cellulari, IPad e computer portatili.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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