Sulmona, pugno a un poliziotto dopo il rimprovero al figlio: condanna definitiva a un anno

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un 37enne di Sulmona, rendendo definitiva la condanna a un anno di reclusione per l’aggressione a un poliziotto. I fatti risalgono a otto anni fa.

Secondo la ricostruzione, il figlio dell’imputato aveva fatto esplodere un petardo contro la vetrina del negozio di proprietà dell’agente, che lo aveva rimproverato. Il padre, intervenuto sul posto, avrebbe reagito colpendo il poliziotto con un pugno al volto. L’agente riportò gravi lesioni e venne trasferito all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove fu sottoposto a un intervento chirurgico urgente nel reparto di chirurgia maxillo-facciale. La prognosi iniziale fu di 40 giorni.

Dopo l’episodio, il 37enne si sarebbe allontanato lasciando il figlio sul posto in attesa della madre. Successivamente fu arrestato e, davanti al giudice, chiese scusa. In primo grado il Tribunale di Sulmona lo aveva condannato a due anni e nove mesi di reclusione.

La Corte d’Appello aveva poi escluso la recidiva e l’aggravante dei futili motivi, riducendo la pena a un anno. Con la dichiarazione di inammissibilità del ricorso da parte della Cassazione, la condanna è diventata definitiva.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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