Terremoto, l’ex Giunta dell’Aquila indagata dalla Corte dei Conti

Un presunto danno erariale di 2 milioni e 400 mila euro alle casse del Comune dell’Aquila, per mancata riscossione dei canoni e delle utenze nei Progetti Case e Map. E’ quanto ipotizza la Procura regionale contabile dell’Aquila che recentemente ha inoltrato gli avvisi di garanzia (invito a dedurre tecnicamente) a Massimo Cialente, ex sindaco dell’Aquila, Fabio Pelini, ex assessore con delega assistenza popolazione; Alfredo Moroni, ex assessore con delega progetto Case e Map; Lelio De Santis, ex assessore con delega alla Gestione amministrativa e finanziaria del compendio immobiliare Progetto Case e Map; Giovanni Cocciante, in qualità’ di ex assessore al Bilancio e alla gestione economico-finanziaria del patrimonio dell’Ente; Carlo Pirozzolo, in qualita’ di ex segretario generale del Comune dell’Aquila; Mario Di Gregorio, in qualita’ di dirigente pro tempore del Settore Ricostruzione pubblica e patrimonio; Enrica De Paulis, nella veste di ex dirigente pro tepore dello stesso Settore; Patrizia Del Principe, in qualita’ di ex dirigente pro tempore del Settore Politiche sociali e assistenza alla popolazione; Dania Andreina Aniceti, in qualita’ di dirigente pro tempore del Settore Politiche sociali e Assistenza alla popolazione ed infine Angela Spera in qualita’ di dirigente del Settore Equita’ tributaria.

A dare il via all’approfondimento della Procura regionale contabile, la nota del Presidente della Commissione di Garanzia e Controllo del Comune, insieme al verbale del 19 maggio 2020 e alla relazione del Settore Bilancio, in cui sono state evidenziate “gravi criticità’ nelle procedure di riscossione delle entrate relative a canoni, utenze e spese per compartecipazione riferite agli alloggi dei Progetti Case e Map”.

La verifica documentale da parte della Procura regionale contabile sull’attività di riscossione posta in essere dal Comune avrebbe portato a galla “gravissime carenze ed inadempienze che hanno determinato la perdita per prescrizione di numerose poste creditorie: 2.400.942,27 (di cui 906.633,59 euro per utenze ed 1.494.308,68 euro per locazioni)”. Nel capitolato d’oneri relativo all’affidamento del servizio di recupero stragiudiziale dei crediti approvato con determinazione 118/2016- evidenzia la Procura- la percentuale di recupero e’ stata stimata del 40%. Ritenendo di non doversi discostare da tale previsione e volendo fare applicazione di un valore intermedio, questo Ufficio ha ritenuto di poter quantificare il danno risarcibile in misura pari al 30% dei crediti prescritti”. Sulla base di tale criterio, l’addebito complessivamente formulato per gli indagati si attesta 720.282,68 euro da ripartire in relazione al contributo causale fornito da ciascuno. Ora gli indagati possono presentare memorie difensive o chiedere di essere ascoltati.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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