Tornano le Giornate FAI d’Autunno, appuntamento sabato 16 e domenica 17 ottobre. Gli itinerari in Abruzzo

Elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it

I Giovani del FAI, con il supporto di tutte le Delegazioni, i Gruppi FAI e i Gruppi FAI Ponte tra culture,
propongono per sabato 16 e domenica 17 ottobre la decima edizione delle Giornate d’Autunno con visite in 600
luoghi solitamente inaccessibili o poco noti in 300 città d’Italia tra cui 42 luoghi del Ministero della Difesa,
dello Stato Maggiore della Difesa e delle Forze Armate, aperti in occasione del centenario del Milite Ignoto.
Torna la grande festa delle Giornate FAI, la più importante manifestazione di piazza dedicata al nostro patrimonio
artistico e culturale. Con energia, coraggio, voglia di fare, di migliorare e migliorarsi, di condividere e soprattutto
con una passione travolgente per il nostro Paese, oltre 5.000 tra delegati e volontari FAI sono pronti a far
innamorare tutti gli italiani dell’Italia. L’opportunità, ogni anno nuova e diversa, per accostarsi a un
patrimonio smisurato e policromo, raccontato per l’occasione con l’entusiasmo contagioso di tutti i giovani che
sposano la missione culturale del FAI: diffondere e coltivare la consapevolezza che l’Italia custodisce tesori
inestimabili, fondamento dell’orgoglio che ogni cittadino prova davanti all’eccezionale bellezza del Paese e solida
base su cui costruire la prosperità del futuro. Le Giornate FAI sono, dunque, un incontro sentimentale, un
abbraccio collettivo tra i visitatori e l’ambiente che li circonda, prodigo di natura, arte e storia. In una parola:
cultura.
Il catalogo dei luoghi visitabili è, come di consueto, amplissimo così come tantissime sono le tipologie
rappresentate: dai complessi religiosi ai palazzi, dai castelli alle aree archeologiche, dai piccoli musei ai parchi e
giardini storici, e ancora borghi, aree naturalistiche, luoghi produttivi e molto altro. Inoltre, in occasione del
centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto, il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della
Difesa e le Forze Armate concederanno l’accesso straordinario in 42 loro luoghi-simbolo di significativa
importanza storica e istituzionale.
Tutti i visitatori potranno sostenere il FAI. È infatti suggerito un contributo non obbligatorio di 3 euro. La
donazione online consentirà, a chi lo volesse, di prenotare la propria visita, assicurandosi così l’ingresso nei luoghi
aperti dal momento che, per rispettare la sicurezza di tutti, i posti saranno limitati. Chi lo vorrà potrà anche
iscriversi al FAI online oppure nelle diverse piazze d’Italia durante l’evento. Agli iscritti saranno dedicate aperture
speciali. Prenotazione online consigliata (salvo diverse indicazioni segnalate sul sito) su www.giornatefai.it; i posti
sono limitati. N.B. il programma potrebbe subire variazioni. La realizzazione dell’evento nelle singole Regioni
dipenderà dal loro colore nella settimana dell’11 ottobre.

Le Giornate FAI d’Autunno si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143,
c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). A coloro che decideranno di partecipare verrà suggerito un
contributo libero, utile a sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione.
Gli iscritti al FAI o chi si iscriverà in occasione dell’evento potranno beneficiare di aperture e visite straordinarie in
molte città e altre agevolazioni e iniziative speciali.
Le visite si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19. In base alle disposizioni del D.L. 105
23/07/2021;accesso sarà possibile solo alle persone in possesso della certificazione verde Covid-19 (Green Pass).
La certificazione verde è richiesta anche per l’ingresso ai luoghi di carattere naturalistico. Per i bambini al di
sotto dei 12 anni il Green Pass non è obbligatorio.
Le Giornate FAI d’Autunno 2021 sono rese possibili grazie al fondamentale contributo di importanti aziende illuminate:
FinecoBank, una delle più importanti banche FinTech in Europa e fra le principali Reti di consulenza in Italia, è il
prestigioso Main Sponsor dell’evento perché da sempre è impegnata nel valorizzare il patrimonio artistico e culturale del
territorio.
Multicedi, impresa della grande distribuzione da sempre attenta ai territori in cui opera, per il primo anno è accanto alla
Fondazione in qualità di Sponsor dell’evento.
Grazie inoltre a Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, costituita da Leonardo nel 2018, che nasce per favorire
il dialogo con la società civile, promuovere la cultura industriale e d’impresa e valorizzare il proprio patrimonio culturale
e museale; a Edison, storica azienda amica del FAI da sempre impegnata per la salvaguardia dei luoghi e delle realtà di
interesse culturale, turistico e sociale presenti nel nostro Paese e a Ferrarelle, acqua ufficiale del FAI, che ha donato il
suo prodotto per l’iniziativa.
L’evento si svolge con il Patrocinio della Commissione europea, del Ministero della Cultura, di Regione Abruzzo, di
tutte le Regioni e le Province Autonome italiane. Si ringrazia per la collaborazione il Ministero della Difesa, lo Stato
Maggiore della Difesa e le Forze Armate che, in occasione del centenario della traslazione della salma del Milite
Ignoto, concedono l’apertura, durante le Giornate FAI d’Autunno, di alcuni loro luoghi simbolo.
Le Giornate FAI d’Autunno chiudono la Settimana Rai di Sensibilizzazione dedicata ai beni culturali in
collaborazione con il FAI. Dall’11 al 17 ottobre la Rai racconterà luoghi e storie che testimoniano la varietà, la
bellezza e l’unicità del nostro Paese: una maratona televisiva e radiofonica a sostegno del FAI, per emozionare e
coinvolgere sempre più italiani sul valore del nostro straordinario patrimonio artistico e paesaggistico e per promuoverne
la partecipazione attiva.  Rai è Main Media Partner del FAI e supporta in particolare le Giornate FAI d’Autunno 2021
anche attraverso la collaborazione di Rai per il Sociale.
Grazie di cuore alle 130 Delegazioni, 106 Gruppi FAI, 98 Gruppi FAI Giovani e 9 Gruppi FAI Ponte tra culture,
attivi in tutta Italia. Ad affiancare i volontari ci saranno gli Apprendisti Ciceroni, studenti che desiderano attuare con i
propri docenti un’esperienza sul campo come percorso formativo per le competenze trasversali e l’orientamento, o che
hanno scelto autonomamente di mettersi in gioco in prima persona per raccontare da protagonisti, anche solo per un
giorno, le meraviglie del proprio territorio.
Un ringraziamento particolare per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione alla Protezione Civile,
con la quale quest’anno festeggiamo i 15 anni di stretta collaborazione, all’Arma dei Carabinieri per il contributo
alla sicurezza dell’evento e alla Croce Rossa Italiana per il prezioso supporto in questo periodo di emergenza sanitaria e
per una partnership ormai consolidata negli anni.
Ringraziamo infine in modo speciale i proprietari delle centinaia di luoghi aperti in aggiunta ai nostri Beni e le
amministrazioni comunali che hanno accolto questa iniziativa.

Elenco completo dei luoghi aperti in ABRUZZO e modalità di partecipazione all’evento su:
https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-autunno/i-luoghi-aperti/?regione=ABRUZZO

IMPORTANTE: Verificare sul sito i luoghi aperti ed eventuali variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse

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Selezione di aperture e itinerari in Abruzzo

ROCCAMORÌCE (PE)
Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, in vari orari
Il paese di Roccamorice, all’interno del Parco Nazionale della Majella, è un piccolo centro di media montagna nella
provincia di Pescara, allungato su uno sperone roccioso. Caratterizzato dall’unione di edifici medievali e settecenteschi in
pietra, il borgo prende vita in via Roma, con la torre medievale, snodandosi poi tra corso Umberto e via del Belvedere,

dove si trovano le due chiese storiche principali: la Chiesa di San Donato e quella della SS. Annunziata, detta del Barone,
perché voluta nel 1760 come cappella gentilizia da Giuseppe Zambra, all’epoca barone di Roccamorice. Nella prima metà
del 1200 è nota la presenza nel territorio di Padre Angelerio, futuro Papa Celestino V, cui il paese è ancora oggi devoto. In
occasione delle Giornate FAI d’Autunno si potrà partecipare a diversi itinerari panoramici alla scoperta del borgo, delle sue
bellezze e del territorio circostante.
Roccamorice, il piccolo borgo nel cuore della Majella
Questo percorso prevede il ritrovo all’ingresso del borgo storico di Roccamorice. La visita accompagnerà il pubblico alla
scoperta del paese, attraversando tutti i suoi vicoli, scoprendone la storia e apprezzandone la bellezza, per poi approfondire
e conoscere le due chiese principali e i beni storico e artistici che lo caratterizzano. Si partirà con la Chiesa di San Donato,
per poi visitare la Chiesa del Barone. Ospitato nella chiesa sconsacrata del Barone sarà possibile visitare il centro
cultura Alberto di Giovanni;, con una collezione di circa 70 opere pittoriche. A seguito della visita negli edifici religiosi,
il percorso condurrà al bene architettonico della Casa Baronale, per poi terminare alla torre medievale del paese.
Sito minerario di Acqua Fredda
I resti dell’ex miniera di Acquafredda si sviluppano all’interno del bacino di estrazione di asfalto e bitume della Majella. Di
grande rilevanza nell’area sono i resti di un complesso industriale che affonda le proprie radici nella seconda metà
dell’Ottocento e che racconta il legame tra il contesto naturale e la civiltà agropastorale che ha abitato questi luoghi,
consentendo di percepire la stratificazione delle epoche passate sino ai giorni nostri. Durante la Seconda Guerra Mondiale
lavorarono in miniera anche prigionieri di guerra. Nell’area è oggi visibile un unico rudere costruito in pietra a secco, che
ha avuto funzione non solo di manufatto che ospitava i prigionieri del campo, ma anche di luogo di riparo per i giovani
militari durante il conflitto mondiale. Il percorso proposto in occasione delle Giornate FAI prevede l'attraversamento
dell’altopiano in località Acquafredda, ripercorrendo la storia del territorio attraverso la visione dei resti delle estrazioni
attualmente in superficie, nonché il cammino che dai ripari giungeva sino al luogo di lavoro. L'escursione consentirà di
apprezzare il paesaggio e di comprendere il territorio in tutte le sue sfaccettature attraverso il racconto che ne verrà fatto.
Colle della Civita: il paese delle pietre narranti
In occasione delle Giornate FAI verrà proposto il percorso naturalistico di Colle della Civita, caratterizzato da un ambiente
quasi completamente panoramico. Percorrendolo, è facile comprendere come le attività agropastorali più antiche hanno
lasciato spazio all’abbandono nel corso del tempo. In quest’area è possibile ammirare un intero complesso edificato in
pietra in uno stato di buona conservazione, addossato alla parte rocciosa dell’altopiano. Il villaggio è situato a oltre 1100 m
di altezza ed è stato realizzato nella prima metà del XX secolo. Il percorso potrà essere condotto a seguito della visita alle
miniere di Acquafredda e consisterà nella continuazione di un cammino lungo 4 km, durante il quale sarà possibile visitare
il villaggio agropastorale e le sue costruzioni anche internamente.
Alla scoperta della Grangia di San Giorgio
Durante le Giornate FAI sarà possibile effettuare a piedi tutto il percorso naturalistico che porta sino alla Grangia di San
Giorgio, edificio normalmente non fruibile e aperto in maniera esclusiva. Arrivati in loco, sarà possibile visitare, sia
dall’esterno che dall’interno, le porzioni di edificio agibili, mentre verrà illustrata la storia del bene, le sue caratteristiche
architettoniche e le sue potenzialità anche per il presente. Il monastero è composto da un piccolo edificio costituito dalla
chiesa e da un piccolo convento annesso, edificato intorno a un piccolo chiostro. Divenne proprietà dei monaci celestiniani
nel XIII secolo; al suo interno vi era un magazzino per la conservazione di prodotti agricoli, ma persisteva anche una
piccola comunità monastica. La chiesa, a navata unica, presenta forme semplici e risulta spoglia di ogni arredo. I ruderi del
convento, compresa la parte residuale del chiostro di cui sopravvivono due campate del portico sono stati recentemente
restaurati.
ISOLA DEL GRAN SASSO D’ITALIA (TE)
In tutte le apertura di Isola del Gran Sasso visite dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18
Castello dell’Insula
Il centro storico di Isola del Gran Sasso d’Italia, che sorge ai piedi dell’omonimo massiccio, si concentra intorno al
Castello dell’Insula. Appartenuto ai Conti di Pagliara fino al 1340 e in seguito agli Orsini e agli Alarcon Mendoza, il
castello fu costruito lungo il perimetro esterno orientale del centro storico, sulla sponda destra del fiume Mavone. È ben
visibile il basamento a scarpa con alzati adattati successivamente ad abitazione. Il castello presenta un doppio ordine di
loggiato con archi a tutto sesto, del quale quello di ordine superiore aggiunto in epoca successiva. In occasione delle
Giornate FAI sarà organizzato un itinerario che, offrirà l’opportunità di conoscere la storia di
Isola del Gran Sasso e visitare siti di notevole interesse: la chiesa Madonna delle Grazie, la Cona di San Sebastiano – una
cappella con affreschi quattrocenteschi, aperta in via eccezionale in questa occasione – Largo Sant’Antonio già chiesa di
Sant’Antonio Abate, la visita esterna al Palazzetto del '500 e al Palazzo baronale, il portale di
Matteo da Napoli, il portale quattrocentesco con bifora, fino a giungere al punto di confluenza dei fiumi Ruzzo e Mavone.
Eremo di Fra’ Nicola
Più conosciuto con il nome di Grotta di Frattagrande, l’Eremo di Fra Nicola è un piccolo abitacolo situato nella frazione di
Pretara, a breve distanza dal centro del borgo. Si tratta di una piccola chiesa incastonata nella roccia, costruita dall’ultimo
eremita del Gran Sasso, l’anacoreta laico Nicola, che vi trascorreva le sue giornate in meditazione. Nato nel 1803 a
Picciano con il nome di Nicola Torretta, nonostante le origini benestanti il giovane scelse di fare il contadino. Erano anni
di forte agitazione e malcontento tra la popolazione della provincia e per sedare eventuali agitazioni il sindaco di Teramo
fece ricorso alla missione dell’Arciconfraternita del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo che, con sermoni cupi da fine del mondo, infervorò il cuore di Nicola, che si recò a Ortona per prendere i voti da Cappuccino. L’abito però gli fu rifiutato per
la sordità all’orecchio sinistro ed ebbe così inizio la sua vita da eremita laico, nella quale si dedicò alla meditazione e al
restauro di quattro chiese rupestri poste su versante teramano del Gran Sasso: Santa Maria a Pagliara, San Cassiano, Santa
Colomba e San Nicola di Fano a Corno. La costruzione di Fratta Grande ebbe luogo attorno al 1850. L’aspetto dell’eremo è
modesto, le forme elementari. La struttura interna, dalle dimensioni ridotte quasi in proporzione con la statura dell’eremita,
si presenta con un lungo corridoio diviso in due parti. La chiesetta ha una cappella centrale e due laterali e in un grande
vano dietro all’altare sono ancora conservati i resti di un presepe costruito da Fra’ Nicola. Nell’ultimo ambiente si trovano
il chiostro e la stanzetta dove Nicola visse i suoi ultimi giorni.
Museo Centro per le acque del Gran Sasso e borgo di San Pietro
Il Centro per le acque del Gran Sasso si trova a San Pietro, borgo incastonato nello splendido scenario dei Monti
Brancastello e Prena, dalle cui pendici sgorgano abbondanti acque sorgive. Primo in Italia a illustrare il ciclo dell’acqua, il
Centro offre un particolare percorso didattico-esplorativo che, attraverso gli ambienti naturali e umani del Parco, invita a
una riflessione sul valore dell’acqua come risorsa tanto insostituibile quanto esauribile. Le sale sono allestite utilizzando
supporti didattici per descrivere con immagini ed esperienze multimediali il ciclo dell’acqua negli aspetti scientifici e
culturali. Diverse sezioni tematiche caratterizzano il percorso museale mettendo a confronto l’acqua con la montagna,
l’energia, la roccia, l’esplorazione, il lavoro dell’uomo, la tecnologia, il culto, la poesia e il mito. Il Centro di S. Pietro è
inoltre il punto di riferimento del Parco per la ricerca, lo studio, e l’osservazione delle acque nei diversi ecosistemi. La
struttura è dotata di uno speciale percorso per non vedenti, per i quali all’esterno del Centro è stato creato un sentiero nel
bosco della lunghezza di oltre un chilometro.
Chiesa di San Giovanni ad Insulam o al Mavone
Prende il nome dall’omonimo fiume che scorre ai piedi del colle su cui sorge e rappresenta uno splendido esempio di
architettura romanica abruzzese, costruita intorno al 1100 per essere quindi modificata alla fine del XIII secolo dai
Benedettini di Montecassino. Si presenta con una facciata in pietra squadrata a coronamento orizzontale, arricchita da una
finestra centrale circolare, da due bifore ai lati del portale e dalla decorazione ad archetti pensili su mensole che corre
lungo tutto il perimetro esterno. Alla facciata venne successivamente aggiunto un campanile a vela. Al di sotto del
presbiterio trova posto una cripta molto ampia, anch’essa a tre navate con volte a crociera. Risale probabilmente alla fine
del XI secolo e la sua porta esterna, che oggi appare murata, fa pensare che questo sia stato l’originario luogo di culto su
cui in tempi successivi è sorto poi l’intero complesso. I ruderi che si notano a fianco della chiesa sono certamente i resti di
un antico monastero, distrutto probabilmente da un incendio o un terremoto. Il convento aveva una struttura lunga e stretta,
lungo la quale trovavano posto le celle dei monaci; un’ampia sala alla fine del corridoio consentiva le attività comuni.
Palazzo baronale Henrici-De Angelis
Nel cuore del centro storico di Isola, il Palazzo sorgeva in una posizione strategica, alla confluenza dei fiumi Ruzzo e
Mavone, nella parte più alta dello sperone di roccia su cui insisteva l’antico nucleo. Risultato di un’aggregazione di varie
costruzioni, la sua struttura e la sua organizzazione sono tali da comprendere al proprio interno tutte le attività necessarie
alla vita quotidiana: stanze per la conservazione delle vivande (vino, olio, grano, ecc.), locali per l’accumulo di legna,
stalle, ma anche i piani nobili con le zone di rappresentanza e di residenza. Il Palazzo nel ‘600 apparteneva all’importante
famiglia degli Uranij, che vi abitarono fino al 1812 quando l'ultimo erede, Carlo, ne donò la proprietà ad Antonio Ottavini
e Filippo Ciavarelli. Gli Ottavini avevano la loro principale residenza a Basciano e usufruirono poco della casa. La
vendettero nel 1836 ai signori De Angelis di Isola, i quali la ricevettero in grave stato di degrado. Il terremoto del 1950
apportò ulteriori danni all’edificio, provocando crolli in alcune strutture. La configurazione della casa rispecchia le
esigenze dei Signori medievali, cioè un rifugio chiuso e sicuro per difendersi dai nemici, che sa trasformarsi in una dimora
accogliente in tempo di pace. Al primo piano si può osservare l’elegante salone principale, punto nodale della casa,
costituito da una copertura con sei campate di volta a vela, ornate da decorazioni dipinte ai lati delle volte e dal massiccio
e imponente camino, che presenta scolpito il monogramma di San Bernardino e dipinto lo stemma degli Hernici-De
Angelis. Il Palazzo apre eccezionalmente in occasione delle Giornate FAI per gli iscritti alla Fondazione.

LUCOLI (AQ)
Chiesa di San Menna di Lucoli
Visite sabato 16 ottobre dalle ore 10 alle 13 e dalle 14 alle 18; domenica 17 ottobre dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18
La chiesa di San Menna, dedicata a un soldato egizio martire, per le opere che racchiude può essere considerata uno
scrigno di pregevole fattura artistica che racconta anche la storia del territorio e delle sue genti. Recentemente sono state
restaurate molte opere di grande valore artistico-culturale in essa custodite: statue lignee, dipinti su tela e affreschi, come
la Crocifissione e la Madonna col Bambino della scuola del pittore Saturnino Gatti, ritenuto il più grande pittore
rinascimentale abruzzese, probabile allievo del Verrocchio a Firenze. Sul vestibolo è situato un organo alloggiato su una
splendida struttura in legno la cui tastiera e le canne sono andate completamente distrutte. Al suo interno è presente anche
un candelabro ligneo a tre bracci di pregevole fattura risalente al 1887. La costruzione in pietra locale presenta, nella parte
esterna, pietre lavorate a scalpello con incise lettere dell’epoca romana; all’interno, sul sagrato, su due grandi pietre a forma
di parallelepipedo si trovano scolpite lettere ed epigrafi sempre in antico romano. Originariamente la costruzione a una
navata si ritiene fosse adibita a culto pagano poi, successivamente, con l’aggiunta dell’altra navata fu consacrata al culto
cristiano. La chiesa quindi attualmente si presenta a due navate separate da due archi longitudinali a tutto sesto, e nella
zona del presbiterio è delimitata da due grandi gradini in pietra dove si trovano due altari lapidei e sui lati, in alto, quattro
nicchie per le statue. La maggior parte degli altari lapidei e delle pitture murarie sono state donate tra il Cinquecento e il
Seicento da famiglie del luogo.

PESCASSEROLI (AQ)
Palazzo Sipari Casa Natale di Benedetto Croce
Visite dalle ore 10 alle 17.30
Palazzo Sipari sorge nel centro storico di Pescasseroli, cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, sul sito di un antico
palazzetto baronale distrutto da un incendio, e assunse l'attuale conformazione architettonica sul finire degli anni ‘30
dell’Ottocento per volontà di Pietrantonio Sipari, nonno del filosofo Benedetto Croce,; On. Erminio Sipari, deputato
del Regno d’Italia nonché fondatore del Parco Nazionale d’Abruzzo. L’edificio ha un eccellente impostazione architettonica
di tipo tardo rinascimentale ed è ingentilito da eleganti forme classiche. Dichiarato “di particolare interesse artistico e
storico”, quale testimonianza di architettura gentilizia dei secoli XVIII e XIX, il palazzo è vincolato dalla Soprintendenza
ai Monumenti e alle Belle Arti dal 1967 per il rilevante interesse ambientale, artistico e storico. Due targhe marmoree sul
prospetto principale del Palazzo ricordano le figure di Benedetto Croce e di suo cugino Erminio Sipari. L’apertura
esclusiva riservata agli iscritti FAI permetterà di scoprire i locali al primo piano e quelli anticamente destinati
all’abitazione degli addetti ai servizi, oltre alla biblioteca, con le strutture lignee originali, nella quale si trova l'archivio
storico, vincolato dalla Soprintendenza Archivistica dell’Abruzzo. Dallo scalone monumentale si accederà al primo piano
dove si trovano i locali nei quali si svolgeva la vita quotidiana della Famiglia Sipari, e al secondo, completamente
restaurato, con la stanza in cui nacque Benedetto Croce. Annesso al Palazzo vi è la Chiesa “dell’Addolorata” al cui interno
sono conservate le spoglie di alcuni membri della famiglia Sipari.

LANCIANO (CH)
Lanciano Contemporanea
Visite dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18
Per le Giornate d’Autunno il FAI propone un itinerario nella storia di un gruppo di artisti con un allestimento che racconta
la “Lanciano Contemporanea ‘70 ‘80”. È questo il periodo in cui il capoluogo frentano diventa un centro propulsore
dell’arte contemporanea, partecipe del più grande ed esteso decentramento culturale in Italia che dalle città metropolitane,
raggiungeva i centri più piccoli pronti a comprenderne il valore e la forza. In particolare l’allestimento si soffermerà sui
lavori degli artisti come Vito Bucciarelli, Antonio Patrino e Alessandro Jasci e Paolo Spoltore, ancora oggi dinamici
protagonisti nel mondo dell’arte contemporanea, oltre a Vito Pancella, deceduto, e Claudio Di Bene, che all’epoca
gravitavano intorno alle due note gallerie d’arte della città, Incontri e IL Cubo. Un murale di Millo, realizzato nel 2021 e
una installazione realizzata da Debora Vinciguerra per l’occasione racchiudono gli elementi più significativi di cento anni
di arte e architettura della Lanciano “Nuova”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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