Quarantotto ore di tensione nel carcere di Torre Sinello a Vasto: prima l’aggressione a un agente, poi la morte di un detenuto e infine la rivolta che ha coinvolto 15 reclusi. Il bilancio è di sette agenti della polizia penitenziaria feriti, uno in modo più serio. Per ripristinare l’ordine sono intervenuti rinforzi anche da Lanciano, oltre a polizia e carabinieri; le operazioni di vigilanza anti-evasione sono state coordinate dal vice questore aggiunto Pasquale Marcovecchio.
L’episodio iniziale risale a giovedì pomeriggio, quando un internato ha aggredito un agente dopo una protesta legata alla richiesta di un televisore in cella. All’alba del giorno successivo gli agenti hanno trovato morto nella branda un detenuto cardiopatico di 60 anni, colpito da infarto nella casa di lavoro. Durante le attività successive, lo stesso internato coinvolto nell’aggressione ha innescato la rivolta con altri reclusi: gli agenti intervenuti sono stati colpiti, uno ha riportato un trauma al volto con caduta, altri lesioni di varia entità. È scattato il piano d’emergenza e l’istituto è stato presidiato anche all’esterno.
Per i sindacati, in particolare la Uilpa Polizia Penitenziaria, la criticità è strutturale: pur senza sovraffollamento formale, a Vasto mancherebbe oltre la metà degli agenti necessari. A livello nazionale viene segnalata una carenza di circa 20mila unità a fronte di un sovraffollamento superiore al 138%. Le organizzazioni chiedono interventi immediati su organici, strutture e gestione della densità detentiva.
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