Allarme per le ludoteche, rischia di chiudere l’80 per cento delle strutture

In Abruzzo le ludoteche e i parchi giochi per bambini, quelli dove, ormai, si svolgono tutte le tipologie di feste, rischiano di chiudere. Se non tutte, almeno un 80%. Un problema di rilevanza nazionale che all’agenzia Dire ha raccontato con un video il referente regionale di circa 40 imprese del settore, quasi la totalita’, che chiedono attenzione e soprattutto aiuti, Mimmo Marcantonio. A livello nazionale hanno scelto un hashtag, #hoancoravogliadigiocare, ma la realta’ e’ che per loro una ripartenza, oggi, e’ impensabile e questo significherebbe, sottolinea, imprese fallite e posti di lavoro persi, oltre al danno sociale. Le attivita’ sono chiuse ormai da tre mesi, ed erano attivita’ che fino a febbraio “lavoravano tanto. Ma noi- spiega Marcantonio- siamo solo la punta di un iceberg. Siamo il luogo dove si riuniscono i genitori e i bambini, si’, ma anche dove aziende, dai fabbricatori di palloncini ai forni, passando per le agenzie di animazione e le pasticcerie, portano la loro esperienza. Aiutando noi si aiuta un’intera filiera e questo ci permettera’, quando possibile, di ripartire. Per molti di noi e’ l’attivita’ prevalente e nessuno al momento fa menzione degli aiuti che potremo avere”.

“La detrazione del 60% di imposta per i canoni d’affitto e i 25mila euro di prestito cui si fa fatica ad accedere e che, comunque, rappresentano solo un ulteriore indebitamento cui non si sa se e quando si potra’ far fronte e una detrazione prevista che senza incassi, si traduce nell’impossibilita’ di pagare le imposte. Quello che chiediamo- prosegue- e’ un sostegno che ci permetta di resistere almeno per i prossimi 12 mesi ad essere ottimisti”. Diverse le richieste avanzate al Governo, a cominciare proprio dal sostegno per gli affitti, la sospensione di tributi e contributi e dei riconoscimenti a fondo perduto per sostenere “quantomeno questi periodi di inattivita’ e dei voucher da offrire ai nostri clienti cosi’ da poter rimborsare gli acconti presi”, dice ancora Marcantonio.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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