L’escalation militare in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico rischiano di avere effetti rilevanti anche sull’agricoltura italiana. Secondo Cia-Agricoltori Italiani l’onda d’urto sui mercati internazionali sta già producendo un aumento dei costi del gasolio agricolo fino al 50% e un forte rialzo dei fertilizzanti, con l’urea che registra incrementi del 35%.
Il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani Cristiano Fini ha annunciato la presentazione di una proposta di Ordine del giorno ai Consigli regionali per chiedere l’attivazione di tavoli permanenti di monitoraggio contro le speculazioni sui carburanti e lungo la filiera. L’organizzazione agricola sollecita anche un intervento nazionale attraverso la Conferenza Stato-Regioni con risorse e misure compensative a sostegno dei comparti più esposti.
Secondo Cia gli aumenti energetici colpiscono in particolare serricoltura, cerealicolo e zootecnia da latte, aggravati dalla difficoltà di reperire fertilizzanti e dall’aumento dei costi degli input tecnici. L’associazione chiede inoltre un intervento delle istituzioni europee con misure straordinarie e con lo scorporo delle risorse anticrisi energetica dai vincoli del Patto di stabilità e crescita.
L’appello è rivolto anche ai capi di Stato e di Governo dell’Unione europea in vista del Consiglio Ue del 19 e 20 marzo, affinché le misure anticrisi annunciate dalla Commissione europea vengano attuate rapidamente.
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