I tassi riconosciuti dalle banche sui depositi restano ampiamente inferiori al 2% fissato dalla Banca centrale europea. Secondo il report del Centro studi di Unimpresa, su una raccolta complessiva di 1.418,8 miliardi di euro a fine 2025, la remunerazione dei conti correnti si colloca in larga parte tra lo 0,05% e lo 0,20% per le giacenze più diffuse, con incrementi solo oltre i 250mila euro.
In Abruzzo, per le imprese i depositi superiori a 250mila euro sono remunerati in media allo 0,43%, a fronte dello 0,36% dell’area Sud. Per le famiglie, sempre oltre la stessa soglia, il tasso si attesta allo 0,31%, rispetto allo 0,28% medio del Mezzogiorno. I valori risultano comunque inferiori al tasso sui depositi della Banca centrale europea, evidenziando una trasmissione parziale della politica monetaria ai risparmiatori.
A livello nazionale, le imprese ottengono in media lo 0,10% fino a 50mila euro, lo 0,15% fino a 250mila e lo 0,55% oltre tale soglia; per le famiglie i tassi sono pari allo 0,08% fino a 50mila euro, allo 0,16% fino a 250mila e allo 0,38% oltre 250mila euro. Il divario territoriale premia soprattutto Nord e Centro, mentre nel Mezzogiorno i rendimenti restano mediamente più contenuti.
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