Decreto Salva-Banche, appello Fiaip al Governo e ai Senatori

La FIAIP chiede al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Paolo Gentiloni di fare proprio l’emendamento 7.0.1 al decreto Salva – banche, depositato e firmato da 56 Senatori della Repubblica e fa appello a tutti i Senatori della Repubblica Italiana affinchè possano votare unitariamente per la tutela del mercato immobiliare e per far rispettare le più basilari regole concorrenziali.

Dopo un primo appello lanciato nei giorni scorsi da Fiaip ai parlamentari, che oggi viene pubblicato su alcuni quotidiani nazionali, tra cui La Repubblica e La Stampa, sono infatti già 56 le adesioni trasversali dei senatori all’emendamento presentato dal Senatore Vincenzo Gibiino (FI), Presidente dell’OPMI – Osservatorio parlamentare sul mercato immobiliare e dal Sen. Antonio D’Alì (FI) affinché si possa introdurre nel disegno di legge di conversione del decreto legge 273/2016 il divieto per le banche di esercitare, attraverso l’acquisizione di partecipazioni societarie, l’attività di intermediazione immobiliare.

Tra i 56 aderenti compaiono i nomi del Sen. Paolo Romani (FI), del Sen. Stefano Candiani (LEGA NORD), della Sen. Erika Stefani (LEGA NORD), della Sen. Maria Spillabotte (PD), del Sen. Stefano Esposito (PD), della Sen. Camilla Fabbri (PD), del Sen. Piero Aiello (NCD – Cpi), del Sen. Gaetano Quagliariello (GAL), del Sen. Luigi Compagna (CoR), del Sen. Luis Alberto Orellana (AUT), del Sen. Antonio Milo (ALA), della Sen. Serenella Fucksia (Gruppo Misto), del Sen. Gabriele Albertini (AP), e del Vice presidente del Senato Sen. Maurizio Gasparri (FI).

Il presidente nazionale Fiaip, Paolo Righi, che firma l’appello al Governo e ai Senatori, afferma come sono già “Cinquantasei i Senatori della Repubblica, che trasversalmente a quasi tutti i partiti, hanno sottoscritto un emendamento a firma Gibiino-D’Alì, che vieta alle banche di essere proprietarie di agenzie immobiliari, mutuandolo proprio dall’atto del Congresso Americano e proprio per evitare che la commistione Immobiliare-Finanza, possa causare in futuro quanto già accaduto nel 2008. Commistione peraltro già vietata dal D.Lgs. 141/2010, ma che a mio parere viene puntualmente disapplicata proprio dai comportamenti di alcune banche italiane”.

“Si aggiunga a questo – continua Righi – che noi imprenditori e professionisti italiani siamo sottoposti ad una pressione fiscale complessiva ormai vicina al 65% e che svolgiamo le nostre attività combattendo ogni giorno senza che nessuno pensi di fare un decreto “Salva-Imprenditori”. Pur rispettosi delle fondamenta dell’economia, che vedono nella libera concorrenza il vero volano della crescita, non riusciamo a comprendere come le banche che ricevono aiuti di Stato possano svolgere la nostra stessa professione, senza appunto, violare i più elementari canoni della libera concorrenza. La proprietà immobiliare e la trasparenza delle transazioni immobiliari sono alla base della pace sociale e del benessere delle famiglie, per cui, illustrissimo Presidente del Consiglio, illustrissimi Senatori, non consegnate questi valori fondamentali per la nostra economia alla cattiva finanza, con l’ennesimo favore concesso ad alcune banche. Vi sono nel nostro Paese grandi e piccole banche che ogni giorno fanno il loro lavoro con un occhio sempre attento alle esigenze dei cittadini e delle imprese, questi istituti svolgono la loro attività meritoria pensando esclusivamente a fare bene il loro lavoro, senza minimamente pensare di sostituirsi a coloro i quali dovrebbero finanziare”.

La FIAIP, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, chiede al Presidente del Consiglio dei Ministri di fare proprio l’emendamento 7.0.1 depositato e firmato da 56 Senatori della Repubblica e altresì si appella a tutti i Senatori della Repubblica Italiana affinché possano votare unitariamente per la tutela del mercato immobiliare e per far rispettare le più basilari regole concorrenziali.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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