Nel 2025 l’export abruzzese registra una crescita del 6,9%, più del doppio rispetto al +3,3% nazionale, con un valore complessivo che sfiora i 10 miliardi di euro e rappresenta l’1,5% delle vendite estere italiane. È quanto emerge dall’elaborazione del Cresa su dati Istat.
A livello provinciale l’andamento è differenziato. L’Aquila segna l’incremento più significativo con +41,3% e 2,4 miliardi di export, pari al 24% del totale regionale. Teramo resta stabile con +0,2% e 1,8 miliardi (18%), mentre Pescara registra un calo dell’1% attestandosi a circa 700 milioni (7%). In flessione anche Chieti con -0,9%, pur mantenendo il valore più elevato pari a 5,1 miliardi (51%).
Il principale fattore di crescita è il comparto chimico-farmaceutico, che aumenta del 40% raggiungendo 2,3 miliardi e il 35% dell’export regionale, trainato soprattutto dalla provincia dell’Aquila. In calo invece i mezzi di trasporto (-3,4%), che restano comunque il 29% del totale, con forte concentrazione nel chietino. Più contenuta la crescita del metalmeccanico ed elettronico (+1,8%), mentre il made in Italy registra una flessione del 3,1% e pesa per il 16% sul totale.
Per quanto riguarda i mercati di destinazione, il 49% dell’export è diretto verso i Paesi dell’Unione europea, mentre il 24% raggiunge il Nord America, quota superiore alla media nazionale. L’Asia rappresenta il 7% delle esportazioni regionali. Le dinamiche territoriali risultano influenzate dalla specializzazione produttiva, con l’Aquila orientata verso il mercato statunitense grazie al farmaceutico e Chieti più legata ai mercati europei.
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