Ammontano a oltre 10 milioni di euro i danni provocati nel territorio comunale di Teramo dalla grandinata del 21 luglio. È quanto emerge dalla ricognizione effettuata dai tecnici del Comune attraverso un avviso pubblico. I dati sono stati trasmessi all’Agenzia regionale di Protezione civile tramite la piattaforma Smea, come primo passaggio formale verso la richiesta dello stato di calamità naturale.
Le segnalazioni complessive ricevute dal Comune sono state 357, di cui 312 riferite al territorio comunale, per un importo totale di 10 milioni 401 mila 587 euro e 96 centesimi. Tra i danni censiti figurano 100 mila euro relativi a strutture pubbliche, con particolare riferimento al tetto della scuola di Sant’Atto, oltre a quelli che hanno interessato infrastrutture private, beni mobili registrati e attività economiche e produttive. Queste ultime risultano particolarmente colpite nelle frazioni di Sant’Atto e San Nicolò a Tordino.
Il sindaco Gianguido D’Alberto ha spiegato che l’amministrazione ha avviato fin dalle prime ore le interlocuzioni con il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli, e con il Dipartimento nazionale di Protezione civile. Il Comune sosterrà la richiesta dello stato di calamità naturale, per la quale dovrà ora attivarsi la Regione.
Secondo il primo cittadino, l’entità dei danni richiede un intervento coordinato tra Regione e Stato per fornire risposte ai privati e alle attività produttive colpite nel territorio comunale e nella provincia di Teramo.
Notizie d'Abruzzo le notizie della tua regione