Industria, studio Prometeia-Intesa Sanpaolo mostra +2,6% fatturato 2022

L’analisi dei Settori Industriali di febbraio elaborata da Prometeia-Intesa Sanpaolo fotografa un settore manifatturiero che ha consolidato nel 2022 la fase di forte crescita sperimentata nel 2021: nei primi 11 mesi dello scorso anno, infatti, il fatturato deflazionato e’ aumentato del +2,6% tendenziale, nonostante la frenata dell’ultima parte dell’anno (-1,1% nel bimestre ottobre-novembre), in linea con il rallentamento della produzione.

L’Italia è vicina ai livelli produttivi pre-Covid (-0,5% rispetto ai primi 11 mesi del 2019, a fronte di Spagna -1%, Francia -4,9% e Germania -5,7%, condizionata dalla lenta ripresa dell’automotive).

Ancora piu’ dinamico il fatturato a valori correnti (+15,9% nei primi 11 mesi, dopo il +22% del 2021), sostenuto dalla spinta dei prezzi (+13%) che e’ andata comunque affievolendosi nel corso dell’anno, in particolare nei settori a monte delle filiere, a fronte di un’accelerazione dei listini di vendita in quelli a valle.

Il sostegno del mercato interno – prosegue l’indagine di Prometeia-Intesa Sanpaolo – e’ stato decisivo, grazie alla crescita degli investimenti, trainati dagli incentivi, e a un’evoluzione dei consumi che si e’ rivelata migliore delle attese, anche per via degli interventi a sostegno delle famiglie a minor reddito, che hanno contribuito a mitigare l’impatto del caro energia. Ottimi anche i risultati sui mercati internazionali: nei primi 10 mesi del 2022, l’export di beni manufatti ha registrato un +19,4% a valori correnti (+6,5% a prezzi costanti), grazie al traino dei partner Ue e al rilevante contributo degli Stati Uniti, dove l’Italia ha mostrato migliori risultati in termini di tenuta delle quote di mercato, rispetto a Francia e Germania. Cio’ non ha impedito al saldo commerciale manifatturiero di accusare un deterioramento (73 miliardi di euro nel gennaio-ottobre 2022, circa 11,5 in meno rispetto all’analogo periodo del 2021), sintesi di un netto peggioramento del deficit per Intermedi chimici, Metallurgia ed Elettronica, di un sostanziale azzeramento dell’attivo di Altri Intermedi ed Elettrotecnica, e di un minor contributo da parte dei nostri tradizionali pilastri, Meccanica e Sistema Moda. Si segnala inoltre come siano stati soprattutto gli arrivi dall’Asia a registrare un balzo, mostrando evidenti difficolta’ del tessuto produttivo italiano nell’accorciare le catene globali del valore e, per alcuni comparti, nel soddisfare le esigenze del mercato interno. A livello settoriale, invece, guidano il ranking della crescita Elettronica (15.6%, 11 mesi 2022, in termini di fatturato deflazionato), Sistema moda (+14%, ancora in fase di recupero sul pre-Covid) e Farmaceutica (+11,5%). Sopra la media manifatturiera anche Elettrotecnica (+4,8%) e Meccanica (3,7%).

In netta frenata i settori piu’ a monte della filiera (su tutti Metallurgia -5,8% e Intermedi chimici 0.1%, caratterizzati da elevata intensita’ energetica e dall’esaurirsi del ciclo scorte nei settori a valle) e gli Elettrodomestici (-7,1%), in fisiologico ripiegamento dopo il boom dell’ultimo biennio. I prossimi mesi – avverte lo studio di Prometeia-Intesa Sanpaolo – saranno cruciali per definire se la fase attuale di rallentamento possa ormai dirsi alle spalle: gli indicatori di fiducia delineano un quadro ancora incerto, seppure in lieve miglioramento rispetto all’autunno. Il contesto resta infatti complesso, condizionato dall’evolversi del conflitto russo-ucraino, dalle prospettive di ripresa dell’economia cinese e dall’impatto che l’elevata inflazione e le conseguenti politiche monetarie restrittive avranno sulla crescita dell’economia mondiale. Un sostegno al manifatturiero italiano potra’ giungere dall’inversione di tendenza della produzione automotive tedesca, tradizionale driver di numerose filiere del Made in Italy, e dal proseguimento, sebbene su ritmi inferiori rispetto all’ultimo biennio, del ciclo degli investimenti, che ha gia’ contribuito notevolmente al rafforzamento competitivo.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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