Istat, a gennaio il carrello della spesa aumenta del 5,4 per cento

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano lievemente su base tendenziale da +5,3 per cento a +5,4 per cento, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rallentano (da +4,4 per cento di dicembre a +3,6 per cento). E’ quanto emerge dal report dell’Istat sui dati provvisori dei prezzi al consumo a gennaio 2024. L’aumento congiunturale dell’indice generale e’ dovuto, per lo piu’, alla crescita dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (+1,1 per cento), dei Beni alimentari lavorati (+1,0 per cento), dei Servizi relativi all’abitazione (+0,4 per cento), dei Beni energetici non regolamentati e degli Altri beni (+0,3 per cento entrambi); gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-1,2 per cento) e dal lieve calo dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (-0,1 per cento). L’inflazione acquisita per il 2024 e’ pari a +0,3 per cento per l’indice generale e a +0,9 per cento per la componente di fondo. In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) diminuisce dell’1,1 per cento su base mensile, a causa dell’avvio dei saldi invernali dell’abbigliamento e calzature di cui l’indice Nic non tiene conto, e aumenta dello 0,9 per cento su base annua (in aumento dal +0,5 per cento di dicembre).

Secondo le stime preliminari, nel mese di gennaio 2024 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,3 per cento su base mensile e dello 0,8 per cento su base annua (da +0,6 per cento del mese precedente). E’ quanto emerge dal report dell’Istat sui dati provvisori dei prezzi al consumo a gennaio 2024. L’accelerazione su base tendenziale dell’inflazione e’ dovuta all’aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,7 per cento a +4,3 per cento) e dei Beni alimentari non lavorati (da +7,0 per cento a +7,5 per cento) e alla diminuzione della flessione dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da -41,6 per cento a -21,4 per cento); per contro, si attenua l’aumento dei prezzi dei Servizi relativi all’abitazione (da +4,2 per cento a +2,9 per cento) e dei Beni durevoli (da +1,5 per cento a +0,8 per cento).

Nel mese di gennaio l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, decelera da +3,1 per cento a +2,8 per cento e quella al netto dei soli beni energetici da +3,4 per cento a +3,1 per cento. La dinamica tendenziale dei prezzi dei beni rallenta la sua discesa (da -1,5 per cento a -0,8 per cento), mentre quella dei servizi decelera, pur rimanendo positiva (da +3,4 per cento a +2,9 per cento), determinando una diminuzione del differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni (+3,7 punti percentuali, dai +4,9 di dicembre).

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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