Nei settori delle “4 A” del Made in Italy – alimentare, abbigliamento, arredamento e automazione – si registra una crescente difficoltà nel reperimento di manodopera. Secondo il rapporto di Confartigianato presentato a L’Aquila in occasione della Giornata della cultura artigiana, nel 2025 le imprese hanno cercato 719mila lavoratori, ma 382mila posizioni, pari al 53,2%, sono risultate difficili da coprire.
Il comparto mantiene un peso rilevante nell’economia nazionale, con un export pari a 383,8 miliardi di euro, il 60,1% del totale, un fatturato di 819,5 miliardi e un valore aggiunto di 220,8 miliardi, pari al 16,1% del totale privato. Nel perimetro delle “4 A” operano quasi 393mila imprese con 2 milioni e 873mila addetti.
La componente artigiana rappresenta il 54% delle imprese, con 212mila realtà e 652mila occupati. Il sistema è caratterizzato dalla prevalenza di micro e piccole imprese, che concentrano oltre la metà degli addetti. Tra i settori, l’automazione e meccanica guida per valore, seguita da alimentare, moda e arredo.
Le maggiori difficoltà di reperimento riguardano comparti come metallurgia e prodotti in metallo, macchinari e mezzi di trasporto, legno-arredo e moda. Tra le figure più richieste risultano tecnici e operai specializzati, tra cui saldatori, installatori elettromeccanici, meccanici industriali e addetti al confezionamento.
Secondo Confartigianato, la carenza di personale rappresenta una criticità per lo sviluppo del settore, evidenziando la necessità di rafforzare il collegamento tra sistema formativo e fabbisogni produttivi.
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