Nel 2026 il prodotto interno lordo dell’Abruzzo è previsto in crescita dello 0,66 per cento, un dato in linea con la media nazionale. È quanto emerge dalle Previsioni per regioni e province dell’Ufficio studi CGIA, basate su dati Prometeia, che collocano l’Abruzzo al nono posto nella graduatoria regionale per andamento del Pil nel 2026, dopo Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte e le principali regioni del Nord. La crescita regionale segue un +0,40 per cento stimato per il 2025 e un incremento complessivo del +8,09 per cento nel periodo 2019-2025.
A livello provinciale, tutte le quattro province abruzzesi mostrano un segno positivo nel 2026. Pescara registra una crescita prevista dello 0,81 per cento, collocandosi tra le prime province italiane, mentre L’Aquila è stimata a +0,72 per cento. Seguono Teramo con un +0,59 per cento e Chieti con un +0,55 per cento. I dati indicano un andamento diffuso, seppur con intensità diverse, che inserisce il territorio regionale nel quadro di una moderata ripresa economica.
Nel confronto macroterritoriale, l’Abruzzo si posiziona sopra la media del Mezzogiorno, stimata al +0,51 per cento nel 2026, e in linea con il Centro Italia (+0,68 per cento). Le previsioni CGIA evidenziano tuttavia un persistente divario tra Nord e Sud del Paese, con le regioni settentrionali che continuano a trainare la crescita. In questo contesto, l’Abruzzo si conferma tra le regioni meridionali con le performance più solide in termini di dinamica del Pil.
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