La parola più scelta dagli italiani per descrivere il 2026 è “preoccupazione”, indicata dal 37% degli intervistati, seguita da “insicurezza” (23%), mentre una quota minoritaria guarda al nuovo anno con ottimismo, curiosità o fiducia. È quanto emerge dal Rapporto Coop 2025, che fotografa un clima diffuso di incertezza legato soprattutto allo scenario nazionale e internazionale.
Guardando al contesto economico globale, il 43% degli intervistati parla di “turbolenza” e il 34% di “instabilità”, con solo l’1% che prevede una situazione stabile. Questo clima si riflette anche sulle aspettative economiche: per il 2026 è prevista una crescita del Pil prossima allo zero (+0,2%), inferiore alle stime ufficiali, e una dinamica dei consumi molto contenuta (+0,3%), trainata quasi esclusivamente dalle spese di necessità.
Le famiglie si attendono un aumento delle uscite per bollette, carburante, salute e cibo, mentre prevedono tagli su viaggi extraeuropei, ristorazione, abbigliamento e vacanze. In calo anche gli acquisti di elettrodomestici e dispositivi tecnologici, mentre cresce leggermente la propensione all’acquisto di un’auto nuova. Nel largo consumo alimentare le aspettative restano prudenti: la crescita stimata a valore è limitata e compensata dall’aumento dei prezzi, con una riduzione dei volumi complessivi.
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