Il Comune di Santa Maria Imbaro aderisce all’Associazione nazionale Città dell’Olio, la rete che riunisce amministrazioni ed enti impegnati nella promozione dell’olio extravergine di oliva, nella tutela del paesaggio olivicolo e nello sviluppo del turismo rurale. L’ingresso del Comune frentano rafforza la presenza dell’Abruzzo nell’associazione e apre nuove opportunità di collaborazione per valorizzare le produzioni agricole e le tradizioni del territorio.
L’olivicoltura rappresenta una componente dell’economia agricola locale, caratterizzata dalla presenza di cultivar come Gentile di Chieti e Leccino, alle quali si affiancano le varietà Lecce del Corno e Nociara, di più recente introduzione. Tra le realtà produttive figurano il Frantoio Amoroso, attivo dagli anni Cinquanta e ancora a conduzione familiare, il cui titolare Alberto Amoroso è presidente dell’Associazione Italiana Frantoiani Oleari (AIFO), e l’azienda La Vinarte, produttrice di olio extravergine da olive Gentile e Leccino. La tradizione olearia si inserisce in un territorio caratterizzato anche dalla viticoltura e dalla presenza di testimonianze storiche legate all’antico Tratturo L’Aquila-Foggia.
Il presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio, Michele Sonnessa, ha evidenziato le opportunità offerte dall’adesione per sviluppare progetti dedicati alla cultura dell’olio extravergine, alla tutela del paesaggio e all’oleoturismo. Il sindaco di Santa Maria Imbaro, Maria Giulia Di Nunzio, ha sottolineato come l’ingresso nella rete nazionale permetta al Comune di collaborare con altre realtà e promuovere il patrimonio agricolo, culturale ed enogastronomico locale.
Il coordinatore regionale delle Città dell’Olio dell’Abruzzo, Taddeo Manella, ha annunciato l’intenzione di avviare iniziative con l’amministrazione comunale, i produttori e gli operatori del territorio per valorizzare le produzioni olivicole e sviluppare nuove esperienze di turismo rurale. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra i territori abruzzesi aderenti alla rete e favorire la conoscenza delle rispettive tradizioni produttive.
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