
In Abruzzo aumentano gli infortuni sul lavoro e le denunce di malattie professionali. Secondo l’analisi del Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil Abruzzo sui dati Inail, nel primo semestre 2026 gli infortuni sono stati 6.158, il 3,58% in più rispetto ai 5.945 dello stesso periodo precedente. Le denunce di malattie professionali sono invece passate da 4.645 a 5.028, con un incremento dell’8,25%.
In crescita anche gli infortuni in itinere, saliti del 17,85%, da 773 a 911 casi. Tra le lavoratrici l’aumento raggiunge il 21,45%, con le denunce passate da 387 a 470. L’analisi evidenzia incrementi anche tra i lavoratori tra 60 e 74 anni, con 807 casi rispetto ai 734 precedenti (+9,95%), e tra i giovani tra 15 e 24 anni, passati da 584 a 621 (+6,34%). Considerando complessivamente gli under 35, gli infortuni crescono del 4,97%, da 1.408 a 1.478.
Tra i lavoratori extra-Ue le denunce di infortunio aumentano del 12,08%, passando da 687 a 770. Sul fronte delle malattie professionali, tra i lavoratori nati all’estero l’incremento complessivo è del 33,51%, da 388 a 518 casi. Le denunce crescono del 29,32% tra gli extra-Ue, da 266 a 344, e del 42,62% tra i lavoratori provenienti da Paesi dell’Unione europea, da 122 a 174.
In vista della definizione del Piano regionale della prevenzione 2026-2031, la Uil Abruzzo chiede di rafforzare le misure rivolte a giovani, lavoratori anziani e stranieri e di intervenire sui rischi psicosociali, sullo stress lavoro-correlato e sulle differenze di genere. Valerio Camplone, componente della segreteria regionale con delega alla Salute e sicurezza sul lavoro, indica inoltre la necessità di aggiornare in modo mirato i Documenti di valutazione dei rischi e rafforzare formazione e prevenzione nelle aziende.
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