S&P: In Italia la ripresa economica sara’ veloce

Le prospettive dell’economia per l’anno appena iniziato non sono affatto negative. Le previsioni vedono Pil a due velocita’ con una probabile contrazione nei primi sei mesi e una forte ripresa nel secondo semestre. L’Europa, secondo le stime di S&P Global Ratings, avra’ una crescita del 4,8% con un balzo del prodotto interno lordo dell’Italia al 5,3%. I Paesi europei torneranno a crescere in modo sostenuto a patto con lo scenario che vede raggiunta l’immunita’ di gregge sul fronte del Covid e l’attuazione del piano Next Generation dell’Ue sul versante economico. Il 2021 ci raccontera’ “due storie con il Pil che avra’ una forte crescita nella seconda parte dell’anno”, afferma Sylvain Broyer, Chief Economist Emea di S&P Global Ratings. Ci sono tutte le “condizioni – aggiunge – anche per un robusto recupero sul mercato del lavoro. In Italia la ripresa economica sara’ veloce. L’economia italiana e’ piu’ profittevole rispetto a quella degli altri Paesi e puo’ crescere piu’ rapidamente”. La crisi ha messo a dura prova le aziende italiane i cui ricavi torneranno a livelli pre-covid nel 2022. Gli investimenti, inoltre, hanno visto un -12% nel 2020 e torneranno a crescere con una ripresa progressiva nel 2021 e 2022. La ripresa delle aziende italiane non sara’ “standard come abbiamo potuto vedere nelle crisi precedenti”, afferma Renato Panichi,senior director corporate ratings di S&P Global Ratings. Attualmente il 42% delle “aziende italiane ha un outlook negativo, in linea con la media europea. Quindi non abbiamo un caso Italia perche’ siamo perfettamente allineati con gli altri Paesi”. Il Covid lascera’ il segno anche nel sistema bancario portando ad una accelerazione del processo di “cambiamento strutturale con un consolidamento”, ha evidenziato Mirko Sanna, director financial institutions, S&P Global Ratings. Gli oltre 140 miliardi di euro di prestiti alle piccole e medie imprese e alle aziende in gran parte garantiti dal governo, ad esempio, contribuiranno probabilmente a contenere l’onere delle perdite di credito per le banche, mitigando l’impatto della pandemia per molte imprese colpite. C’e’ da aspettarsi pero’ un significativo aumento degli Npl. Difficile fare una previsione precisa ma “stimiamo che raddoppieranno rispetto ai livelli medi di novembre raggiungendo i 200 miliardi di euro. Riteniamo le perdite sostenibili e inferiori rispetto al passato perche’ le banche hanno una struttura del capitale piu’ solida”, conclude Sanna.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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