La tassa sui rifiuti (Tari) nel Pescara registra una riduzione del 12,78%, passando dai 413 euro del 2024 ai 360 euro del 2025. Il dato emerge dallo studio del Servizio Stato Sociale della Uil, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, che analizza il carico fiscale della Tari nelle città capoluogo di provincia dal 2020 ad oggi. Il confronto è effettuato su un nucleo tipo di quattro componenti in un’abitazione di 80 metri quadrati, sulla base delle delibere comunali (Dipartimento delle Finanze, 2025). La media nazionale si attesta a 350 euro.
Nel confronto regionale, la città con la Tari più elevata è L’Aquila con 425 euro (+1,82% nell’ultimo anno), seguita da Chieti con 421 euro (+0,60%), Pescara con 360 euro (-12,78%) e Teramo con 358 euro (+5,46%). Nel 2020 la Tari era pari a 319 euro a Teramo, 325 euro a Pescara, 355 euro a Chieti e 417 euro a L’Aquila.
Nel periodo 2020-2025, l’imposta è aumentata complessivamente del 15,6% a Chieti, del 10,89% a Teramo, del 9,7% a Pescara e dell’1,8% a L’Aquila. Secondo la Uil, la gestione dei rifiuti continua a rappresentare una delle principali criticità dei servizi pubblici locali in Italia.
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