Bocca di Valle, Villa Maiella e la depressione

di Achille Lucio Gaspari*

Ci sono periodi neri che ti si avventano addosso per colpa del destino, per colpa di qualcuno o per colpa tua. Comunque sia la depressione ti salta addosso e ti schiaccia sul pavimento. Come difendersi? Con lo psicologo? Con la pillolina? No ,bisogna usare i sentimenti forti e le forti emozioni. La prima cosa è un processo di autocoscienza perché , se si è onesti, comunque siano andate le cose, piccola o grande c’è sempre una responsabilità personale.

Questa consapevolezza può dare l’impressione di far peggiorare. Questo è il momento di reagire con pensieri e sentimenti forti. Un sentimento forte è il sentimento di ammirazione perché è ricco di generosità e di altruismo. Così sono andato a Bocca di Valle ,ai piedi della maestosa Maiella, vicino a Guardiagrele. Gli imponenti picchi rocciosi e le valli verdeggianti ricoperte dall’azzurro lenzuolo del cielo mi hanno posto di fronte alla maestà della natura; al cospetto di questa immensità ogni altra cosa sembra diventare piccola e sopportabile. Alla base della roccia si apre una grotta il cui pavimento è costituito dai sassi del Piave bagnati dal sangue dei nostri soldati. Sulle pareti bellissime maioliche di Basilio Cascella compongono quadri sublimi di argomento religioso. Al centro, in un’ara di marmo ricoperta da una bandiera della Marina Militare Italiana riposa la salma di Andrea Bafile. E a questo punto l’ammirazione travalica in profonda emozione. L’abruzzese Andrea Bafile tenente di vascello si era guadagnata una medaglia d’argento nel 1913 salvando da un incendio ,che altrimenti l’avrebbe affondata; la nave militare su cui era imbarcato. Nel 1917 partecipò, insieme a Gabriele D’Annunzio, al bombardamento aereo delle Bocche di Cattaro restando ferito ad un occhio e guadagnandosi una medaglia di bronzo. Dopo la rotta di Caporetto molti marinai furono sbarcati per costituire il glorioso Reggimento san Marco con il compito della difesa di Venezia. Il comando del Gruppo d’Assalto Caorle venne affidato a Bafile che nella notte tra l’11 e il 12 marzo con quattro marinai attraversò il Piave per compiere una ricognizione. Scoperto e gravemente ferito invece di tentare di porsi in salvo si prodigò, riuscendoci, a mettere in salvo i suoi marinai prima di cadere. Per questa azione gloriosa gli fu assegnata una postuma medaglia d’oro! Di fronte alle nostre debolezze , alle nostre vigliaccherie, ai nostri errori cosa pensare di fronte al sangue generosamente versato da questo fulgido eroe? Il suo sangue non lava le nostre responsabilità ma ci dà la forza di affrontarle e di vincerle. Nel 1923 con una solenne cerimonia la salma fu traslata e deposta in questa grotta magistralmente abbellita dallo scultore Giuliante. L’idea fu di due abruzzesi, entrambi medaglie d’oro al valor militare: Gabriele D’Annunzio e Raffaele Paolucci, i quali presenziarono al rito. Leggendo le parole incise sulla roccia al di sopra della grotta è impossibile non sentire l’orgoglio di essere abruzzesi. Questa esperienza è stata per me una ricostruzione dello spirito. Ma non di solo spirito siamo fatti. La depressione e la disperazione ci chiudono lo stomaco, ci rendono inappetenti. E’ un fatto fisico ma c’è molto di psicologico come se ci si volesse punire o addirittura annientare. E quando si recupera un pò d’animo un languorino ti torna. E’ il segnale che forse le cose potrebbero aggiustarsi E se allora sei vicino a Guardiagrele non puoi non andare a fare una visita a Nicolino, il creatore del famoso ristorante Villa Maiella. Tra i sapori di quei cibi deliziosi e i dolci ricordi di ore felici in passato trascorse in quel luogo dove ogni gesto punta alla perfezione puoi veramente pensare che la vita ti può sorridere sempre, se solo fai in modo che ciò accada.

*Professore Ordinario Emerito, Direttore Sezione Clinica Chirurgica, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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