La strana crisi

di Achille Lucio Gaspari*

La strana crisi

La stampa quotidiana di lunedì 18 gennaio dà per possibili una decina di soluzioni diverse; forse si verificherà proprio una di quelle prospettate. Facciamo però un passo indietro. Questo governo nasce per opera di Renzi; Zingaretti aveva illuso Salvini sulla possibilità di andare a elezioni ma il Matteo toscano non voleva che fosse il Governatore del Lazio a fare da solo le liste per il PD escludendolo. Poi a favorire il varo del governo giallo-rosso ci sono state altre due ragioni: impedire la probabile vittoria di Salvini e & ed evitare a molti eletti di andare a casa anzi tempo e restarci. Che il governo stia facendo male non c’è alcun dubbio sia per quanto riguarda il contrasto alla pandemia nel metodo e nel merito, sia per la gestione della economia. Come mai Renzi se ne accorge solo ora anche se sostiene che è da tempo che manda segnali inascoltati a Conte? Evidentemente i sondaggi negativi lo turbano e lo spingono a trovare una via d’uscita. Non bisogna dimenticare però che il Senatore semplice di Rignano sull’Arno dopo il successo alle europee del 2014 le ha sbagliate tutte. Cameron, perso il referendum si è ritirato dalla politica senza averlo promesso; Renzi avendolo promesso non si ritira ma le prossime elezioni lo metteranno fuori definitivamente. L’unica speranza per lui è una legge elettorale proporzionale senza sbarramento e due schieramenti opposti così vicini che il suo 2% diventi indispensabile. La cosa è così improbabile che se accadesse prometto di passare dalle file dei romanisti a quelle dei laziali. Vediamo allora cosa è assai probabile che non accada

  1. A giugno non ci saranno elezioni politiche anticipate e non perché le elezioni non possano tenersi e il governo non possa essere cambiato durante una crisi sanitaria ed economica. Figuriamoci! Il governo venne cambiato in piena guerra e durante la sconfitta di Caporetto. La ragione è molto più semplice: il Centro destra ha buone possibilità di vincere e la falcidia di parlamentari sarà elevata. Non si può chiedere all’impiccato di mettersi la corda attorno al collo

  2. Un governo tecnico di unità nazionale è altrettanto improbabile perché alcuni partiti si tirerebbero fuori per lucrare da una situazione di opposizione; penso almeno ai Fratelli d’Italia e ai 5 stelle. Questa situazione potrebbe verificarsi solo in caso di crisi economica gravissima con spread oltre 500 e banche chiuse per evitare prelievi. Non mi sembra che questa situazione sia probabile.

  3. Conte in senato arriva o supera 161 voti.

Cosa è dunque più probabile? Giuseppi, l’uomo buono per tutte le stagioni non attaccherà frontalmente Renzi e non si dimetterà perché raggiungerà la maggioranza relativa. I così detti costruttori non lo voteranno in massa martedì perché nessuno fa qualcosa sulla base di promesse. Vedere moneta per dare cammello. Vuol dire che Conte si dimetta, faccia un nuovo governo, imbarchi i responsabili e allora i voti arriveranno. Conte fa un ragionamento diverso: non mi dimetto, guadagno tempo, recupero i fuori usciti di Italia viva e costringerò Renzi a cantare insieme a Don Baky “ho rimasto solo” Un nuovo pericolo per la sua poltrona potrebbe arrivare solo durante il semestre bianco quando le camere non possono essere sciolte. Staremo a vedere.

*Professore Ordinario Emerito, Direttore Sezione Clinica Chirurgica, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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