di Angelo Orlando
Perché? Indubbiamente l’unico che potrebbe rovesciare
la tendenza e offrire più Pil (u) per tutti!
Riassunto delle puntate precedenti:
“Il risultato italiano-prosegue l’assessore Magnacca-interessa tutti i mercati internazionali, ma è indubbio che il dato che fa riferimento a quell’americano è sorprendente, non foss’altro perché esso scaccia via il timore legato alla politica dei dazi. Nonostante tutto, all’interno di questo quadro l’Abruzzo risulta essere una delle regioni traino, grazie soprattutto all’industria farmaceutica che evidentemente meglio di tutte riesce ad aggredire il mercato americano” (il Pescara, 23 febbraio 2026”!
“L’Abruzzo sempre più forte sui mercati internazionali. Nel 2025 L’export regionale cresce del +6,9% arrivando a quasi 10 miliardi di euro, meglio della media nazionale. Un risultato che premia la qualità dell’imprese abruzzesi e il lavoro che stiamo portando avanti” (Marco Marsilio, X).
Ora fate attenzione:
export articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici:
2025 1.998.128.034
Guardate ora queste due tabelle
È già finita l’attrazione fetale del mercato americano?
La politica è in grado di distinguere tra “congiunturale” e “strutturale”?
Consolatevi, perché quello che si prospetta è la fine di un sogno-il farmaceutico-e la continuità di un incubo-l’automotive-!
Alla prossima, quando i numeri reali riveleranno l’illusione delle percentuali e scoprirete che, per l’automotive
in Europa c’è un Industrial Accelerator Act,
in Italia e in Abruzzo un Industrial Destruction Act!
Domanda finale: ma in Abruzzo l’opposizione si è ritirata sul Gran Sasso, sulla Maiella o sul Morrone?
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Parlare di opposizione è come parlare di rose rosse per la fidanzata morta e stecchita. Se si pensa che dopo i risultati delle lezioni di Pescra nessuno si dimette . Il programma è tutto concluso