Era stato arrestato il 5 luglio a Padova, dopo essere rientrato in Italia dalla Romania per partecipare a un matrimonio, ma dopo 39 giorni di carcere è stato liberato. Il caso riguarda un cittadino romeno condannato in via definitiva nel 2018 dal Tribunale di Teramo a quattro anni per tentata estorsione e lesioni.
Secondo quanto ricostruito, nel luglio 2019 la Procura di Teramo aveva emesso l’ordine di carcerazione con contestuale decreto di sospensione, che avrebbe consentito al condannato di presentare entro 30 giorni eventuali richieste di misure alternative. Gli atti, però, erano stati notificati a un avvocato che aveva seguito soltanto la prima parte del procedimento e non al legale che aveva assistito l’uomo nelle fasi successive. Dichiarato irreperibile, il condannato aveva poi ricevuto le notifiche attraverso un difensore d’ufficio, che aveva presentato un’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali, successivamente respinta.
Dopo la revoca della sospensione, l’uomo è stato rintracciato a Padova nel luglio scorso. Il nuovo difensore, l’avvocato Luca Sebastiani del foro di Bologna, ha quindi presentato ricorso al Tribunale di Teramo. Al termine dell’udienza del 13 agosto, la giudice Martina Pollera ha dichiarato la nullità dell’ordine emesso nel 2019, ritenendo che la notifica al difensore sbagliato avesse determinato una lesione del diritto all’assistenza difensiva.
L’uomo è stato quindi scarcerato. L’ordine di esecuzione dovrà ora essere nuovamente emesso con la contestuale sospensione, consentendo al condannato di presentare le eventuali istanze previste dalla legge.
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