Bonus casa, con l’aliquota al 65% lavori aggiuntivi per 1,55 miliardi

Portare dal 50% al 65% la detrazione fiscale per gli interventi di efficientamento energetico sull’abitazione principale potrebbe generare fino a circa 1,5 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi all’anno. È quanto emerge da una simulazione del Centro studi di Unimpresa sull’ipotesi, allo studio del governo in vista della prossima legge di bilancio, di rafforzare le agevolazioni per infissi, pompe di calore, condizionatori, isolamento termico e altri interventi destinati alla riduzione dei consumi energetici.

L’analisi parte dai 3,617 miliardi di euro investiti nel 2025: 2,077 miliardi per gli infissi, 606,6 milioni per isolamento termico e cappotti, 371,5 milioni per pompe di calore, 308,5 milioni per schermature solari, 79 milioni per sistemi ibridi e 174,3 milioni per altri interventi. La normativa vigente prevede nel 2025 e nel 2026 una detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% negli altri casi, mentre per la prima casa l’aliquota dovrebbe scendere al 36% nel 2027.

Con una detrazione al 65%, su 10mila euro di lavori il beneficio fiscale salirebbe da 5mila a 6.500 euro e il costo netto per la famiglia scenderebbe da 5mila a 3.500 euro. Secondo la simulazione, mantenendo invariata la quantità di risorse nette destinate agli interventi, gli investimenti potrebbero passare da 3,617 a 5,167 miliardi di euro, con un aumento teorico di circa 1,550 miliardi, pari al 42,9%.

Unimpresa precisa che si tratta di una simulazione e non di una previsione, basata sull’ipotesi che tutti gli investimenti considerati riguardino abitazioni principali e che l’intero maggiore incentivo venga trasformato in nuovi lavori. Il presidente Paolo Longobardi ha sottolineato la necessità di regole semplici, stabili e pluriennali per consentire a famiglie e imprese di programmare gli interventi.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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