Le intenzioni d’acquisto degli italiani tornano a diminuire: a febbraio l’indice monitorato dall’Osservatorio mensile Findomestic segna un calo del 5,7%, riportandosi sui livelli autunnali dopo la breve ripresa di fine anno. Un arretramento che si inserisce in un contesto nel quale quasi quattro famiglie su dieci continuano a ritenere la propria situazione economica “abbastanza o molto problematica”. In questo scenario, il ricorso al credito si conferma un sostegno utile: il 36% di chi ha finanziato un acquisto negli ultimi tre anni dichiara che senza finanziamento avrebbe rinunciato a quel bene o servizio. Dal 2023 il 41% degli italiani ha utilizzato almeno una forma di credito, soprattutto per l’acquisto di veicoli, elettrodomestici, elettronica di consumo, mobili o per disporre di liquidità utile alla gestione delle spese quotidiane. Solo una minoranza, il 26%, avrebbe effettuato comunque l’acquisto anche senza ricorrere al credito, il 38% avrebbe dovuto cercare un’altra soluzione chiedendo aiuto ad amici o parenti, mentre il 36% avrebbe rinunciato a beni e servizi, in particolare cerimonie (il 46%), spese mediche o per il benessere (43%), mobili (il 42%) e veicoli(40%).
La prima variabile a cui gli italiani prestano attenzione, al momento della sottoscrizione, riguarda l’eventuale presenza di spese accessorie (4 italiani su 10), seguita dall’importo della rata (37% delle preferenze) e dal tasso dell’offerta (34%).
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