Nel Mezzogiorno la quota di contribuenti uomini supera quella femminile di circa 9 punti percentuali. È uno dei dati contenuti nel Bilancio di genere 2025 della Ragioneria dello Stato, che analizza le dichiarazioni Irpef relative all’anno d’imposta 2023.
Il rapporto evidenzia come le donne, pur rappresentando quasi la metà dei contribuenti italiani, dichiarino redditi complessivi nettamente inferiori rispetto agli uomini. A livello nazionale, le donne costituiscono il 47,7% dei contribuenti, ma il reddito dichiarato si ferma al 38,5% del totale.
La Ragioneria dello Stato sottolinea che il divario socioeconomico tra uomini e donne emerge con evidenza dai dati fiscali, confermando differenze di remunerazione che si riflettono anche sull’imposta netta versata.
L’analisi conferma inoltre il dualismo territoriale italiano. Nel Nord e nel Centro la differenza tra contribuenti uomini e donne è di circa 3 punti percentuali, mentre nel Sud e nelle Isole il divario sale a circa 9 punti. Per quanto riguarda l’ammontare dei redditi dichiarati, nelle aree meridionali e insulari la quota maschile supera quella femminile di oltre 23 punti percentuali.
Il documento segnala anche una maggiore concentrazione femminile nelle fasce di reddito più basse. A livello nazionale, il 44,7% delle donne dichiara fino a 15 mila euro annui, mentre nelle stesse classi di reddito si colloca il 28% degli uomini.
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