L’Italia raggiunge il 12esimo posto nell’indice di uguaglianza di genere prodotto dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere. Il dato emerge dall’ultimo Bilancio di genere pubblicato sul sito della Ragioneria di Stato del Ministero dell’Economia.
L’indice Gei pubblicato nel 2025 assegna all’Italia 61,9 punti, a fronte di una media europea di 63,4. Rispetto al 2010 il Paese ha guadagnato tredici posizioni, con un aumento complessivo di 17 punti. La crescita è di 3,9 punti rispetto al 2020 e di 9,4 punti rispetto al 2015.
Le principali criticità restano nel lavoro, ambito in cui l’Italia è ultima tra i Paesi dell’Unione europea. Nel sottodominio della partecipazione il punteggio è di 69,0 punti, con un divario di circa 13 punti percentuali a svantaggio delle donne. Pesano la maggiore incidenza del tempo parziale femminile, la concentrazione nei settori della cura e la minore presenza nei comparti ad alta crescita, come le Ict.
I progressi maggiori si registrano nel potere decisionale, con un aumento di 39,2 punti dal 2010, e nella salute, con un incremento di 5,9 punti. Restano invece fermi il dominio del tempo, mentre il denaro cresce di 1,4 punti. In calo la conoscenza, con -1,4 punti, e il lavoro, con -2,4 punti.
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