Export, a febbraio incremento del 10,8 per cento grazie a farmaceutici, medicinali e botanici

L’export italiano nel mese di febbraio 2023 rispetto allo stesso mese dell’anno scorso “ha fatto registrare un incremento del 10,8 per cento, mentre più lieve è l’aumento delle esportazioni (+0,4 per cento) rispetto al mese precedente. Dati incoraggianti che rimarcano la tendenza di segno positivo che i prodotti italiani all’estero stanno facendo registrare, dimostrandosi sempre più attrattivi per i mercati oltreconfine”. Lo ha detto Matteo Zoppas, presidente di Ice Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, commentando i dati Istat sul commercio con l’estero e prezzi all’import aggiornati a febbraio 2023 su scala mondiale. “Capofila di questa crescita generalizzata – ha proseguito – sono gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici con un +51,3 per cento, macchinari e apparecchi n.c.a. con +12,7 per cento, prodotti alimentari, bevande e tabacco con +12,4 per cento, coke e prodotti petroliferi raffinati +29,0 per cento”.

“Se analizziamo la crescita dell’export su base geografica – ha continuato il presidente dell’Ice Zoppas -emerge con forza la sua concentrazione: le vendite verso la Cina fanno un balzo del +131,3 per cento grazie anche alla riapertura post covid e quelle verso gli Stati Uniti del +18,2 per cento, componendo i due terzi dell’incremento tendenziale complessivo. Sia per l’Asia che per le Americhe ha inciso positivamente la riduzione del costo dei trasporti in aggiunta calo del prezzo dell’energia (-7,3 per cento), seppur non ancora ai livelli pre pandemia e crisi ucraina. Aumenti consistenti anche verso la Turchia (+26,2 per cento). Piu’ moderata la crescita dell’export verso i Paesi Ue con un incremento del 5,5 per cento. In forte riduzione le vendite verso la Russia (-36,9 per cento), ancora in calo le vendite verso il Giappone (-7,5 per cento). In forte contrazione invece le vendite in Russia (80,0 per cento); diminuiscono anche gli acquisti da Cina (-14,5 per cento) e Stati Uniti (-9,6 per cento)”. “Per contro – ha aggiunto -, gli acquisti dagli altri principali paesi partner extra Ue27 aumentano: gli incrementi tendenziali piu’ ampi riguardano paesi Opec (+42,7 per cento) e Regno Unito (+34 per cento). Lo scenario rimane ancora incerto a causa della fluttuazione del valore delle materie prime che puo’ portare ad un impoverimento dei margini operativi delle aziende e di un quadro internazionale che resta ancora molto delicato. Dati positivi che ci incoraggiano a proseguire su questa strada. Continueremo a lavorare per l’internazionalizzazione delle nostre aziende e delle Pmi, forti di quel know how italiano che rappresenta una delle leve strategiche del nostro Made in Italy”.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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