Export distretti industriali in crescita del 14 per cento

Nel terzo trimestre del 2022 l’export dei distretti industriali ha registrato un aumento tendenziale del 14%, il sesto consecutivo a doppia cifra. Nel complesso, nei primi nove mesi dell’anno le esportazioni sono salite del +15,9%. E’ stata superata la soglia dei 110 miliardi di euro (a quota 113,4 miliardi), il 19,6% in più rispetto ai primi nove mesi del 2019 quando l’export distrettuale fu pari a poco meno di 95 miliardi.

Tutte le filiere distrettuali hanno superato i livelli pre-pandemici: spicca in positivo il balzo della metallurgia (+75,7% rispetto ai primi nove mesi del 2019), il settore che più di ogni altro è stato condizionato dal rialzo dei prezzi. Aumenti tra il 30% e il 40% sono stati registrati dai distretti specializzati in Elettrodomestici (+33,1%) e alimentari e bevande (+31,4%). Solo di poco inferiori le performance dei distretti specializzati in prodotti e materiali da costruzione e mobile, in progresso rispettivamente del 29,9% e del 28,5%. Ha chiuso con un aumento superiore al 20% anche l’export dei prodotti in metallo (+22,2%). Più contenuti i risultati delle altre specializzazioni distrettuali che rispetto ai valori pre-pandemici hanno comunque ottenuto un aumento intorno al 10%: +10,3% per la meccanica e +10,8% per i beni di consumo del sistema moda. Buone indicazioni vengono dai produttori di beni intermedi della moda che sono riusciti a chiudere il gap rispetto ai livelli pre-crisi (+2,5%). I dati emergono dal monitor nazionale dei distretti a cura di Giovanni Foresti e Romina Galleri, economisti della direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo.

A livello territoriale, secondo il monitor dei distretti industriali realizzato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, risultano positive le performance di tutte le macro-aree: in evidenza la Lombardia nel Nord-Ovest (+20% la variazione rispetto ai primi nove mesi del 2019), il Friuli-Venezia Giulia nel Nord-Est (+20,2%), l’Umbria nel Centro (+16,8%), la Campania nel Mezzogiorno (+23,1%). I mercati in cui l’export dei distretti nei primi nove mesi del 2022 ha registrato la crescita maggiore in valore (rispetto al corrispondente periodo del 2019) sono stati nell’ordine gli Stati Uniti (+3,4 miliardi di euro), la Germania (+2,9 miliardi) e la Francia (+2,5 miliardi). Insieme questi tre mercati spiegano poco meno della metà dell’aumento complessivo dell’export distrettuale rispetto ai livelli pre-pandemici. Un buon contributo alla crescita dei distretti è venuto anche da alcuni mercati lontani come la Corea, gli Emirati Arabi Uniti e il Messico. Arretramenti significativi sono invece stati subiti in Russia, Ucraina e Bielorussia. L’export dei distretti dovrebbe aver mantenuto un buon ritmo di crescita anche nei mesi autunnali. Sono queste le indicazioni che emergono dai dati di commercio estero disponibili senza la disaggregazione territoriale. A inizio 2023 le vendite estere distrettuali sono attese sperimentare un rallentamento, in un quadro di domanda mondiale meno favorevole.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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