Inps, nel 2021 crescono i lavoratori intermittenti dell’8.4 per cento

Nel 2021 il numero di lavoratori dipendenti intermittenti con almeno una giornata retribuita nell’anno è risultato pari a 588.752 (+8,4% rispetto al 2020). A livello territoriale quasi i due terzi dei lavoratori intermittenti (65,4%) lavorano nelle regioni del Nord, mentre gli intermittenti nel Mezzogiorno (Sud più Isole) costituiscono il 13,2% del totale. Il Centro è rappresentato dal 21,4%. Rispetto al genere, le lavoratrici prevalgono leggermente, con il 51%. E’ quanto emerge dall’Osservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato. La retribuzione media annua nel 2021, pari a 2.246 euro nel complesso, aumenta all’aumentare dell’età: la classe di età con la retribuzione media più elevata è quella tra 60 e 64 anni con 3.625 euro, seguita da quella da 65 anni in poi con 3.457 euro. Dai dati emerge inoltre che il numero di lavoratori dipendenti in somministrazione con almeno una giornata retribuita nell’anno è risultato pari a 904.309, in forte aumento rispetto all’anno precedente (+22,9%). I lavoratori maschi rappresentano il 58,9% della distribuzione. La retribuzione media annua nel 2021, pari a 9.588 euro nel complesso, è costantemente più alta per i maschi (10.704 euro contro 7.991 euro per le femmine). La classe di età con retribuzione media più alta sia per le femmine sia per i maschi è quella dai 65 anni in poi, rispettivamente 9.543 e 18.307 euro. Analizzando la distribuzione dei lavoratori per area geografica di lavoro, nel 2021 il 69,3% dei lavoratori dipendenti in somministrazione lavora nelle regioni del Nord; seguono il Centro (18%), il Sud (9,6%) e le Isole (3,1%)

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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