Nel 2026 il valore complessivo delle società quotate italiane raggiunge 906,5 miliardi di euro, con un aumento di 144 miliardi, pari al 18,9%, rispetto ai 762,5 miliardi del 2025. È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa, elaborata su dati della Banca d’Italia.
Gli investitori stranieri si confermano per il secondo anno consecutivo il principale azionista delle società quotate italiane, con partecipazioni per 462,8 miliardi di euro, pari al 51,05% del capitale complessivo di Piazza Affari. Nel 2025 il valore era di 389,1 miliardi, con una crescita nell’ultimo anno di 73,6 miliardi, pari al 18,91%.
Tra gli investitori italiani aumentano soprattutto le partecipazioni delle imprese, passate da 115,5 a 142,8 miliardi di euro, con un incremento del 23,69%. Cresce anche il valore detenuto dalle banche, da 114,4 a 131,4 miliardi, con un aumento del 14,81%.
Considerando l’intero sistema delle società per azioni, quotate e non quotate, il valore complessivo supera per la prima volta 4.177 miliardi di euro, in aumento del 9,2% in un anno. Le famiglie restano il principale azionista del capitalismo italiano con 1.895 miliardi di euro, pari al 45,4% del totale. Dal 2022 il valore delle società quotate è cresciuto da 506,8 a 906,5 miliardi, con un incremento del 78,8%.
Notizie d'Abruzzo le notizie della tua regione