L’Istat stima per l’economia italiana una crescita dello 0,7% sia nel 2026 sia nel 2027, un dato leggermente superiore al +0,6% indicato dal governo nel Documento di finanza pubblica. La previsione tiene conto anche della revisione al rialzo del Pil del primo trimestre, passato da +0,2% a +0,3%.
Nel quadro europeo, l’Italia mostra un andamento più favorevole rispetto all’Eurozona, per la quale Eurostat indica nel periodo gennaio-marzo un calo dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Restano tuttavia elementi di incertezza legati all’inflazione e allo scenario internazionale.
Secondo l’Istat, nel 2026 l’inflazione potrebbe risalire fino al 2,9%, con effetti su salari e consumi, per poi scendere al 2% nel 2027 in caso di normalizzazione delle tensioni internazionali. In uno scenario di guerra prolungata in Medio Oriente e di chiusura dello stretto di Hormuz, la crescita del Pil italiano sarebbe inferiore di 0,1 punti nel 2026 e di 0,3 punti nel 2027, scendendo rispettivamente a +0,6% e +0,4%.
Il permanere di prezzi elevati delle materie prime determinerebbe anche maggiori spinte inflazionistiche. Ad aprile le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento in valore dell’1,6% rispetto all’anno precedente, mentre i volumi sono risultati ancora in calo dello 0,3%.
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