Pil italiano, Unimpresa rivede al rialzo le stime per il 2026: crescita all’1%

L’economia italiana nel 2026 crescerà dell’1%, quattro decimi di punto in più rispetto allo 0,6% previsto in primavera, con una revisione al rialzo di circa il 67%. È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa, secondo cui a sostenere l’espansione economica sarà soprattutto la domanda interna, mentre il contributo del commercio estero risulterà negativo. Il miglioramento delle prospettive segue la revisione dei dati relativi agli anni precedenti: la crescita del Pil nel 2024 è stata portata all’1,1%, tre decimi in più rispetto alle precedenti valutazioni, mentre quella del 2025 è stata rivista allo 0,6%, con un incremento di un decimo. Alla metà del 2026 la crescita acquisita per l’intero anno risulta già pari allo 0,8%. Le prospettive delineate dal Centro studi prevedono una crescita del Pil dello 0,8% nel 2027, dello 0,9% nel 2028 e dello 0,8% nel 2029. Nello scenario programmatico, la domanda interna continuerà a fornire un contributo positivo, pari a 0,9 punti percentuali nel 2027, un punto nel 2028 e 0,8 punti nel 2029. I consumi delle famiglie aumenteranno dello 0,5% nel 2027 e dell’1% sia nel 2028 sia nel 2029, mentre gli investimenti cresceranno rispettivamente del 2,2%, dell’1,5% e dello 0,7%. Per Unimpresa, il rafforzamento del mercato interno può contribuire a una distribuzione più ampia degli effetti della crescita sul sistema produttivo, affiancando alla domanda internazionale una componente domestica più dinamica.
Secondo l’analisi, nel 2026 la domanda nazionale al netto delle scorte contribuirà alla crescita del Pil per 1,4 punti percentuali, mentre le esportazioni nette sottrarranno 0,2 punti e la variazione delle scorte altri 0,2 punti. I consumi delle famiglie sono previsti in aumento dell’1,2%, mentre gli investimenti fissi lordi cresceranno del 2,8%, dopo il +3,9% registrato nel 2025. Le esportazioni di beni e servizi aumenteranno del 3,2% in termini reali, ma le importazioni cresceranno a un ritmo superiore, pari al 3,9%. Il contributo negativo del commercio estero sarà quindi legato anche all’incremento degli acquisti dall’estero determinato dal rafforzamento della domanda nazionale.
Per il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, la revisione delle previsioni conferma una capacità di tenuta dell’economia italiana superiore alle attese, nonostante le tensioni geopolitiche, le barriere commerciali e l’incertezza internazionale. La maggiore incidenza della domanda interna, secondo Longobardi, può favorire soprattutto le piccole e medie imprese che operano prevalentemente sul mercato nazionale. In questa prospettiva, Unimpresa indica tra le priorità della prossima legge di bilancio il sostegno agli investimenti privati, un accesso più agevole al credito, la riduzione del carico fiscale sulla crescita delle imprese e il recupero del potere d’acquisto delle famiglie. L’obiettivo indicato dall’associazione è creare le condizioni per una crescita stabile superiore all’1%.

Di Redazione Notizie D'Abruzzo

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