Il 61% degli italiani si dichiara abbastanza soddisfatto del luogo in cui vive, ma solo il 25% si definisce molto soddisfatto. È quanto emerge dal terzo Rapporto One Health “Il valore sociale delle città. Periferie vitali: la nuova frontiera del vivere urbano”, realizzato dal Campus Bio-Medico di Roma con l’Istituto Piepoli e presentato alla Camera. Tra i fattori che incidono positivamente sulla qualità della vita figurano tranquillità, senso di comunità, ambiente, sicurezza e costo della vita, mentre le principali criticità riguardano servizi, trasporti, lavoro e sicurezza.
Lo studio evidenzia il ruolo crescente delle periferie, considerate una leva strategica per lo sviluppo urbano. Non più aree marginali, ma spazi in cui costruire modelli sostenibili e inclusivi. Il 30% degli italiani sceglierebbe di vivere in una periferia ben servita, contro il 16% che preferisce il centro. Tra le priorità di intervento emergono trasporti pubblici più efficienti (40%), sicurezza (34%), lavoro (34%), servizi sanitari (33%) e qualità ambientale (30%).
Il rapporto sottolinea anche il valore del contesto abitativo: per il 53% si vive meglio in quartieri tranquilli e salubri, per il 47% è determinante la presenza di servizi essenziali e per il 45% i collegamenti con il trasporto pubblico. Le istituzioni sono indicate come principali responsabili del miglioramento dei territori, con i Comuni citati dal 72% degli intervistati, seguiti da Regioni (58%) e Stato (49%).
Secondo l’approccio One Health, salute umana, ambiente e contesto sociale devono essere sviluppati in modo integrato. Il modello indicato è quello di città policentriche, con quartieri autonomi e interconnessi, in cui la qualità della vita dipende dall’equilibrio tra servizi, spazi e relazioni sociali.
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