In Abruzzo nel 2025 sono caduti 774 millimetri di pioggia, il 15% in meno rispetto alla media storica, mentre le precipitazioni nevose sono diminuite del 72%. È quanto emerge dal Rapporto Aubac “Dati climatici e risorse idriche 2025” dell’Autorità di bacino dell’Appennino centrale, che indica la regione come quella con il deficit pluviometrico più marcato tra le sette del distretto. La temperatura media annua è aumentata di un grado e, nonostante le nevicate registrate a febbraio e dicembre, il quadro complessivo resta critico. I mesi più secchi del 2025 sono stati gennaio, giugno e ottobre, mentre luglio e agosto hanno fatto segnare precipitazioni superiori alla media, con un evento estremo il 24 agosto a Cepagatti, dove sono caduti 176,2 millimetri di pioggia in un’ora.
L’andamento degli ultimi anni conferma una tendenza negativa quasi costante. In Abruzzo le precipitazioni sono diminuite dell’11,7% nel 2020, del 3,3% nel 2021, del 21,6% nel 2022, sono risalite solo nel 2023 con un +1,5%, per poi tornare a calare nel 2024 (-20,8%) e nel 2025 (-15%). Nell’ultimo quinquennio la riduzione media è stata dell’11,8%, peggiore rispetto al -9,8% dell’intero distretto dell’Appennino centrale. Secondo il rapporto, le piogge sono sempre più rare ma intense, una dinamica che non favorisce la ricarica delle falde. La provincia di Pescara risulta la più in difficoltà per bilancio idrico cumulato, con un indice sceso da -2,94 in ottobre a -3,14 nel gennaio 2026, seguita da Teramo, passata da -2,55 a -2,75 nello stesso periodo.
Anche il quadro idrogeologico conferma la criticità. L’infiltrazione si è fermata a 302 millimetri contro una media storica di 463, con un calo del 35%. I bacini Saline-Tavo-Fino e Vomano sono quelli più deficitari, rispettivamente con -56% e -49%, mentre l’invaso di Penne ha registrato un riempimento medio del 42%, secondo dato più basso tra quelli monitorati. Nel 2025 l’emergenza siccità ha interessato 149 comuni abruzzesi. I sub-ambiti Chietino e Marsicano sono rimasti per tutto l’anno almeno in severità media, con il Chietino che nei mesi invernali ha raggiunto il livello più alto del distretto. Più stabile la situazione in Aquilano, Pescarese e Teramano, con miglioramenti nella seconda parte dell’anno.
Il 2026 si è aperto con segnali solo parzialmente favorevoli. Dicembre 2025 è stato il mese più critico, con appena 30 millimetri di pioggia, pari al 69% in meno della media. A gennaio si è registrato un recupero del 97%, accompagnato da accumuli nevosi di 32 centimetri, i più alti del distretto, mentre febbraio ha segnato precipitazioni superiori alla norma del 44%, ma con temperature più alte che hanno limitato l’accumulo nivale. Resta particolarmente delicata la situazione nella Valle Peligna-Alto Sangro, dove la sorgente del Gizio risultava ancora a portata nulla al 13 marzo. Secondo l’Autorità di bacino, le piogge del 2026 hanno aiutato le falde superficiali, ma non le sorgenti profonde.
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